cyclingtime

ITALIANS DO IT BETTER - Perchè lo Squalo non morde più

Vincenzo Nibali

Venti sono i corridori che gli sono finiti davanti, mentre 4 minuti e 25 secondi è il ritardo accumulato nei confronti di un Chris Froome, inarrivabile persino per Nairo Quintana. Inutile dire che ci stiamo riferendo a Vincenzo Nibali. Il siciliano non ha certo vissuto una prima settimana incoraggiante, sorpreso dai ventagli e dall’insolita brillantezza dei suoi avversari sul pavè, è stato costretto ad assaggiare l’asfalto, quando Tony Martin lo ha travolto involontariamente. Il Mur di Bretagne ha dato il là ai primi dubbi sul suo reale stato di forma, ma si sa, le sentenze possono darle solo le montagne, quelle vere. La scalata a La Pierre Saint Martin, ha inequivocabilmente deliberato: Nibali ha dei seri problemi. Ne è consapevole, ma questo non lo aiuta ad individuarne il motivo. Noi, qui, non abbiamo certo la presunzione di lanciarci nell’impresa impossibile di stabilire con assoluta certezza quali siano le ragioni di tali problemi. Piuttosto preferiamo proporre un ventaglio di ipotesi, entro le quali, potrete stabilire voi stessi l’ordine d’importanza.

La preparazione: Parliamoci chiaro, la debaclè di Vincenzo è dovuta in gran parte ad un problema fisico. Lo ha confessato lui stesso al termine di quel Mur che lo aveva visto arrancare, affermando che non riusciva a spingere come voleva. Sul primo arrivo in quota, quella spiacevole sensazione non può che essersi amplificata enormemente. A bocce ferme, si può dire, che aver scaramanticamente ricalcato i passi tracciati dalla preparazione della scorsa stagione, non ha portato fortuna; anche se il successo del campionato italiano sembrava fornire indicazioni contrarie.

Vincenzo Nibali

Nibali è 10esimo nella Genrale a 6'57" da Froome

La Caduta: Lo sappiamo, trovare degli alibi è l’ultima delle preoccupazioni di Nibali. Se glielo domandate a lui, dunque, vi dirà che quella caduta non ha avuto alcuna influenza negativa, ma la realtà forse è un pò diversa. Sarà pure un caso, ma le batoste che hanno lasciato il segno sono arrivate proprio dopo quel capitombolo. Certo, se ti frana addosso Tony Martin, uscirne completamente illesi è improbabile, ma ciò, non ci toglie dalla testa, l’idea, che quel ruzzolone abbia fatto la sua parte. Conoscendo infatti la determinazione del capitano della Astana è difficile credere che una banale caduta possa inficiarne le prestazioni in modo così evidente.

Questione di testa: Molti in questi giorni hanno sostenuto di aver visto un Nibali nervoso. Sempre sulle spine, alla spasmodica ricerca del giusto colpo di pedale. Lo stesso Vincenzo, ha ammesso la possibilità di aver risentito di un eccessivo carico di tensione. L'ipotesi, però, non ci convince, data l’abitudine del corridore a respirare certe atmosfere. Piuttosto crediamo che questo stress, più che causa, sia effetto. Effetto di una condizione insufficiente, che ha stupito per primo lo stesso Nibali.    

Non è sempre Domenica: La celebre Legge di Murphy dice più o meno che se qualcosa può andar male, questa andrà male. Nessun altro paradosso potrebbe rappresentare al meglio un inizio Tour, in cui il siciliano non è stato certamente fortunato. L’elenco degli imprevisti sopra citati non può aver certo rincuorato il morale; detto questo, non si possono ritenere questi inconvenienti i responsabili di un calo prestazionale, che travalica i labili confini dettati dalla legge di Murphy.

"Comunicazione ai sensi dir. 2009/136/CE: questo sito utilizza cookies tecnici anche di terze parti."

"L'uso del sito costituisce accettazione implicità dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser." Per saperne di piu'

Approvo
Per favore dimostra di essere umano!