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ITALIANS DO IT BETTER - Nibali e la debacle sul Mur

vincenzo nibali

Ultimi 800 metri, sono le rampe del Mur di Bretagne, Jacob Fulgsang va alla ricerca dello sguardo del suo capitano per capire il da farsi, ma quando volge il capo all’indietro, Vincenzo è ancora lontano. Sta cercando lo spazio per risalire, vuole occupare le posizioni che gli competono, ma le gambe evidentemente non la pensano alla stessa maniera. Quando Froome aziona il frullatore per provare a saltare sulla ruota di Vuillermoz (poi splendido vincitore di giornata), quel che rimane del gruppo si allunga, e Vincenzo incomincia a perdere qualche metro. Alla fine, taglia il traguardo con 10 secondi di ritardo su tutti gli uomini di classifica.

Adesso il distacco dalla maglia gialla è di quasi due minuti. Di per sé, nell’economia di un grande Giro, il distacco è veramente poca roba; ciò che preoccupa di più è l’impatto che una prestazione del genere può avere sul morale di una squadra, che si troverà, nella nona tappa, impegnata in una decisiva lotta contro il tempo. Per il resto, per quel che riguarda la mini-debacle del siciliano, l’unica spiegazione che ci pare plausibile è che la caduta della scorsa giornata si sia fatta sentire proprio sulle rampe esigenti del Mur di Bretagne. Speriamo di sbagliarci, speriamo che si sia trattato di un black-out temporaneo, anche se temiamo che la cronometro a squadre non riservi nulla di positivo.

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