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ITALIANS DO IT BETTER - Basso e Sarponi uomini di fiducia

ivan basso - michele scarponi

C’è un noto telecronista del pallone, quello del “andiamo a Berlino Beppe!”, che ama spesso ricordare che il calcio è strano. La ripetitività con la quale il concetto viene spesso ribadito può diventare stucchevole, ma nella sostanza non si può che esser d’accordo. Ma noi, lo sapete, non siamo qui per parlare di calcio, e questo breve incipit ci è servito solo per affermare che lo spot “il calcio è strano” si potrebbe certo traslare anche nel mondo delle due ruote. Ciclismo, infatti, significa ricerca solitaria della propria anima, individualità e individualismo, sfida contro i propri limiti; ma anche, straordinario sport di squadra di cui la figura del gregario è l’emblema più alto. C’è chi si improvvisa facchino portando le borracce, chi ha il compito di scortare il capitano di turno in pianura e chi deve farlo in salita. Poi ci sono quelli, che esclusi dai lavori più gravosi, si dedicano alla psiche del capitano. Sono i cosiddetti uomini di fiducia, quelli che non perdono mai di vista il loro uomo di classifica, quelli destinati a rincuorarlo o a infondergli fiducia quando serve, quelli che se le gambe non girano non importa, perché loro sono fondamentali lo stesso. Quelli come Basso e Scarponi. Uno alla corte del Pistolero, l’altro a quella dello “Squalo”, sono stati entrambi richiesti a gran voce dai propri capitani. Tutti e due sanno come si vince un GT, e tutti e due sono insieme confidenti e amici dei loro capitani. Certo il Tour non te lo faranno vincere loro, ma data l’esperienza, un contributo lo daranno sicuramente. Anzi, per quel che riguarda Ivan, non si può certo dire che non si stia già dannando l’anima in queste tappe pianeggianti. Ci viene il sospetto, che quando incominceranno le salite, non sarà certo uno degli ultimi uomini a disposizione di Contador. Un ruolo che invece dovrà certamente ricoprire il marchigiano Michele Scarponi. Prime tappe difficili per il 36enne marchigiano, caratterizzate da problemi fisici e da qualche linea di febbre. Speriamo che possa essersi già ripreso, anche se siamo sicuri, che nonostante qualche linea di febbre, “l’Aquila di Filottrano” non ha certo perso il suo proverbiale humor.

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