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ITALIANS DO IT BETTER - dedicato agli italiani del Tour

Tour de France

Italians do it better, la nostra rubrica tutta "italiana" per il Tour.

Un anno fa Vincenzo Nibali costruiva il suo successo più straordinario. Vinceva il Tour de France, la corsa a tappe più famosa del mondo e insieme l’evento sportivo che in termini di telespettatori è secondo solo ai Mondiali di calcio e alle Olimpiadi estive.

Mentre lo “Squalo” aggrediva il pavè e spianava le montagne con l’approvazione del pubblico francese, in Italia, bisogna esser sinceri, non è che si fosse molto ferrati sullo svolgersi della corsa. I notiziari televisivi che per molti sono ancora oggi fonte d’informazione primaria, non hanno fatto nulla per dare a Nibali lo spazio che si sarebbe meritato. Si potrebbe dire che i tempi del mitico Tour del ’48 e dell’attentato a Togliatti sono lontani e che il ciclismo non è più lo sport popolare che divideva la gente tra “coppiani” e “bartaliani”; ma la scarsa considerazione data all’impresa di Vincenzo ha forse radici più profonde. Insomma, parliamoci chiaro, in un paese diverso dall’Italia, il vincitore della Grande Boucle avrebbe probabilmente ricevuto tutt’altra attenzione mediatica. Gli americani dicono di noi che “italians do it better”, ma ciò che fa più specie, non è quello che sostengono, ma piuttosto il fatto che a dircelo debba esser sempre qualcun altro. È vero, di qualsiasi cosa si tratti, se c’è da realizzare qualcosa, noi italiani siamo i migliori. Si potrebbe dire che ciò che ci manca quasi del tutto è invece la capacità di valorizzare il nostro immenso potenziale. Dunque, Nibali non avrebbe che pagato lo stesso dazio a cui sono soggetti i patrimoni artistici e culturali del bel Paese, assenti o relegati alle notizie di fondo dei telegiornali come Vincenzo, con l’aggravante di esser gestiti spesso e volentieri in modo discutibile. Ci piacerebbe tornare indietro e scoprire che ci eravamo sbagliati, ci piacerebbe vedere la maglia gialla di Nibali sfrecciare nei servizi di apertura dei telegiornali, ma in realtà sappiamo che la nostra è solo utopia, non si può tornare indietro, si può solo guardare avanti.

vincenzo nibali

Italians do it better - Muove da qui l’idea di una rubrica che vi accompagni lungo tutto il Tour, dando spazio però ai soli rappresentati azzurri. Non per un pericoloso eccesso di patriottismo, ma piuttosto per ricordarsi insieme: che “Italians do it better” sono parole che possiamo dire anche noi, e che il ciclismo è troppo spesso relegato al ruolo di comparsa persino per quel che riguarda l’informazione sportiva. Parlare delle due ruote è la nostra missione, speriamo possa diventare anche quella di tanti altri. Nel frattempo vi racconteremo il tour dei “nostri” sperando, come cantava Paolo
Conte, di far girare le palle a qualche francese. Magari già dal prologo d’avvio il parmense Adriano Malori. Perché il Tour sarà pure il Tour, come amano ricordare i nostri cugini d’oltralpe, ma “Italians do it better”.

Questi gli italiani al via da Utrecht

ASTANA PRO TEAM
Vincenzo Nibali
Michele Scarponi

BMC RACING TEAM
Damiano Caruso
Daniel Oss
Manuel Quinziato

ETIXX-QUICKSTEP
Matteo Trentin

KATUSHA
Jacopo Guarnieri
Luca Paolini
Giampaolo Caruso

LAMPRE-MERIDA
Matteo Bono
Davide Cimolai
Filippo Pozzato

MOVISTAR
Adriano Malori

TINKOFF-SAXO
Ivan Basso
Daniele Bennati
Matteo Tosatto

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