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Parla il giudice del Tour: su Sagan "c'è stata una disparità di trattamento"

 

Non si placano le polemiche sull'espulsione dal Tour de France di Peter Sagan, reo di aver ostacolato in maniera irregolare Mark Cavendish nella volata finale della terza tappa. "C'è stata una disparità di trattamento", questo il pensiero di Francesco Cenere, direttore di gara sportivo a livello internazionale nonché presidente di giuria al Tour de France 2010

In una intervista rilasciata a Roberto Vassallo, pubblicato sul giornale online "riviera sport.it", l'ex presidente di giuria della Grand Boucle continua: "Innanzitutto va sottolineato che non si è trattato di un caso facile da giudicare. Dal mio punto di vista però quello che non è andato bene è l'aver cambiato la decisione dopo un primo giudizio (Sagan inizialmente era stato penalizzato di 30 secondi, dopodiché si è deciso di estrometterlo definitivamente dalla corsa ndr).  Sul fatto in sé, secondo me c'è stata una disparità di trattamento: per Sagan sono andati oltre un principio generale che sostiene che ci debba essere proporzionalità tra infrazione e sanzione. Probabilmente avendo considerato anche la caduta all'ultimo km, hanno messo insieme le questioni senza però tenere in considerazione un'altra gravissima infrazione compiuta da colui che si è poi aggiudicato la tappa, ovvero Démare:

 

il francese ha attraversato completamente la strada passando da un lato all'altro, interrompendo così l'azione di un altro corridore, Bouhanni, che ha rischiato di cadere". 

sagan

 

Peter Sagan, classe 1990, professionista dal 2010

"È stato evidenziato in modo forte il comportamento di Sagan - ha proseguito Cenere - senza tener conto di quello di Démare: il regolamento dice che non si può deviare dalla linea di volata, soprattutto se modificandola si crea un danno ad altri. A mio avviso si poteva essere severi ma diversamente, ad esempio penalizzando sia Sagan che Démare di 80 lunghezze nella classifica a punti: sarebbe comunque stato un segnale forte. Per comprendere al meglio certe decisioni però, bisognerebbe essere al Tour perciò posso capire la giuria che ha sommato tutta una serie di irregolarità avvenute nell'ultimo km, dimenticandosi il cambio di direzione del campione francese".

A proposito di Mark Cavendish, il corridore "colpito" da Sagan e caduto poco prima del traguardo, Cenere ha così commentato il tentativo di sorpasso forse un po' troppo azzardato dell'atleta britannico: "È il suo modo di affrontare gli sprint, un po' spregiudicato: ha visto che si apriva un varco tra Sagan e le transenne e ci ha provato. Meritava una sanzione? No, lui ha cercato di scavalcare l'avversario, non ci sono gli estremi per considerarla una condotta da sanzionare".

Troppo severa dunque la decisione di escludere il campione del mondo dalla corsa? "Ripeto: la giuria poteva declassare Sagan e Démare senza penalizzare troppo lo stesso campione del Mondo e la sua squadra. Sarebbe stata comunque una decisione importante anche in vista delle prossime volate che ci saranno da qui alla fine della corsa. Non critico comunque la giuria - ha concluso Cenere - anche se io al loro posto, probabilmente, avrei cercato di non penalizzare al 100% un solo corridore".

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