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Il sorriso a pois di un talento ritrovato

Phinney

La frazione con arrivo a Liegi ha consacrato la potenza di Marcel Kittel. Ma gli applausi alle fine non sono solo per lo statuario ciclista tedesco. Quando sul palco premiazioni sale Taylor Phinney tutto il mondo del ciclismo resta ad ammirare il sorriso ritrovato di quel ragazzo statunitense. Per Phinney vestire la maglia a pois - alla sua prima partecipazione al Tour de France - é come ritornare a vivere, "la realizzazione di un sogno", come dirà lo stesso Phinney nelle interviste del dopo gara.

Non c'é nulla di banale in una storia a lieto fine. Nel 2014 Phinney resta coinvolto in una caduta nel campionato nazionale statunitense. L'allora ciclista della BMC si fa male, molto male, qualcuno pensa alla fine della carriera. A soli 24 anni Phinney si trova a lottare come mai aveva fatto. Un titolo mondiale Under 23 nel 2010, due titoli mondiali nell'inseguimento su pista gli avevano messo addosso il marchio di "predestinato" e in effetti Phinney già dai primi anni di professionismo aveva dato riprova del suo talento sfoderando prestazioni importanti, riuscendo nel 2012 a indossare anche la maglia rosa grazie alla vittoria nel prologo di Herning.

Il lento e lungo recupero - Dopo la caduta del 2014 sono in pochi a credere in un ritorno alle gare. Ma lui lotta e non si dà per vinto. Il rientro avviene dopo più di un anno al Tour of Utah. C'é molta curiosità nel rivederlo in gara e lui non delude. Scarica sui pedali ansie e paure e qualche settimana dopo ritorna al successo all'USA Pro Cycling Challenge. La vittoria ritrovata. Il sorriso riapparso su quel viso da bravo ragazzo. Ma la missione non è ancora compiuta: Phinney vuole tornare a essere protagonista in grandi palcoscenici, così dopo aver corso un 2016 quasi anonimo con il solo successo del campionato statunitense crono, decide di cambiare aria passando dalla BMC alla Cannondale.

La nuova formazione gli da fiducia e lo schiera al Tour de France. La crono di Dusseldorf lo vede piazzarsi in 12esima posizione a 17" da Geraint Thomas. Ma la grande opportunità arriva il giorno seguente. Phinney evade dal gruppo, subito dopo il via, con lui ci sono altri tre ardimentosi compagni d'avventura. La frazione presenta due GPM, questi assegneranno la prima maglia a pois del Tour 2017. I quattro fuggitivi arrivano in prossimità del secondo GPM tutti con la determinazione di conquistare quella vetta e garantirsi, anche solo per un solo giorno, quella prestigiosa maglia. Lo sprint viene lanciato lungo con il francese Pichon in vantaggio su tutti. Gli altri demordono credendo il transalpino irragiungibile. Ma non Phinney. Si mette alla caccia e negli ultimi metri affianca sulla sinistra Pichon e lo supera. É Fatta. Il sogno diventa realtá. Poco importa se alla fine la fuga viene annullalta a poco più di un chilometro. La cerimonia protocollare lo vedrà ugualmente protagonista. Sul palco Taylor si veste della prestigiosa maglia a pois e può finalmente lasciarsi andare a un sorriso liberatorio.

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