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Quintana - Il Tour per completare la tripla corona

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Dopo avere vinto lo scorso anno la Vuelta a Espana, dopo aver vinto nel 2014 il Giro d’Italia, Nairo Quintana ha puntato nel 2017, unico fra i grandi delle corse a tappe, all’accoppiata Giro-Tour zittendo coloro i quali credevano che puntasse tutto sulla corsa francese. L’avvio di stagione, in preparazione ai due Grandi Giri è stato molto convincente: 1 tappa e la classifica finale alla Vuelta Valenciana; il trionfo al Terminillo e poi il successo finale alla Tirreno-Adriatico; 1 tappa e  2° assoluto alla Vuelta Asturias.

Giro a due facce. Dopo la netta vittoria in cima al Blockhaus nella 9^ tappa e la conquista del primato, sembrava che la corsa rosa fosse nelle sue mani, viste le salite ancora in programma. Invece, dopo aver perso la maglia nella cronometro a favore di un super Dumoulin, il colombiano è andato in calando, vittima anche di un peggioramento delle condizioni fisiche (sembra avesse la febbre nelle ultime giornate). Nonostante siano mancate le sue stilettate in montagna, è tornato in rosa a tre giorni dalla conclusione a Piancavallo, poi è stato nuovamente detronizzato dalla superiorità contro il tempo da Tom Dumoulin nella crono conclusiva. Alla fine ha perso il Giro per 31”, sicuramente un passivo esiguo.

Il complesso Froome da abbattere. Quintana ha disputato in carriera tre volte il Tour ed è sempre salito sul podio, ma sui gradini più bassi… Indovinate chi ha sempre vinto? Christopher Froome. Nel 2013 (sicuramente la migliore performance complessiva di Nairo al Tour), Quintana, all’esordio ha vinto una tappa ed è salito per tre volte sul podio degli Champs Elysées: secondo assoluto, maglia a pois di re degli scalatori e maglia bianca di miglior giovane. Ma nel 2015 (ancora secondo) e l’anno scorso (terzo) non ha di certo brillato ottenendo piazzamenti sì prestigiosi ma non esaltanti sul piano dello spettacolo offerto, subendo un certo timore reverenziale nei confronti di Froome. All’ultima Vuelta, la storia si è capovolta: Quintana ha vinto e Froome ha dovuto accontentarsi della piazza d’onore. Le cose cambieranno anche al Tour?

Valverde, l’ago della bilancia. Nell’economia della corsa francese, un ruolo preminente lo avrà certamente il veterano Alejandro Valverde, campione intramontabile, che a 37 anni suonati sta realizzando l’ennesima stagione ricca di trionfi (su tutti la quarta Liegi-Bastogne-Liegi e la quinta Freccia Vallone: record di vittorie nelle grandi classiche delle Ardenne), senza dimenticare i ripetuti acuti in Spagna nella Vuelta a Murcia (in linea) e in corse a tappe come la Vuelta a Andalucia, la Volta a Catalunya e la Vuelta al Pais Vasco, in cui ha ripetutamente battuto un certo Alberto Contador. Come se non bastasse, Valverde è, tuttora, il plurivittorioso nella stagione in corso con 11 vittorie. Quale sarà il ruolo del murciano? Sulla carta, dovrebbe correre in appoggio a Quintana. La  grandissima esperienza, unita alla grande tranquillità con la quale correrà, saranno elementi importanti per Quintana.

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