cyclingtime

Altro anno di crescita per la Scuola Ciclismo Cene

cene

Cene (BG) - Cene è un paese in provincia di Bergamo, con poco più di 4000 abitanti e il ciclismo è tradizione radicata. Su quelle strade hanno pedalato Campionissimi del passato, pedalano campioni del presente, e non faccio fatica ad affermare, pedaleranno i campioni del futuro. La Scuola Ciclismo Cene, infatti, da anni lavora al progetto basato sulla valorizzazione dei giovani. La società è presieduta da Giuseppe Maffeis, vincitore negli anni settanta di classicissime del mondo dilettantistico come il GP Liberazione e Il Piccolo Giro di Lombardia. Un “presidentissimo” vecchio stampo questo Maffeis, tutto bici e aneddoti. Stargli accanto è come rivivere le gesta dei pionieri del passato. Nei suoi occhi traspare tutta la felicità di una passione mai sopita per la bici. Nei suoi occhi c’è la felicità di aver faticato tanto, ma di aver imparato dalla bici la vera essenza della vita. Proprio da questi principi parte il progetto della Scuola Ciclismo Cene.

Un ciclodromo, fortemente voluto da Maffeis, permette alle giovanissime leve ciclistiche di avvicinarsi al mondo del pedale in totale sicurezza, lontano dai pericoli del traffico urbano. “Volevano farci un supermercato – mi confida Maffeis – ma io ho fatto una raccolta di firme in tutto il Paese. E ancora il ciclodromo è qua, a disposizione dei giovani ciclisti e di tutte le squadre”. Il progetto dei giovanissimi trova maggiore concretezza con la formazione juniores. Un vivaio e un’organizzazione da far invidia a formazione blasonate. Un appartamento a completa disposizione dei ciclisti provenienti da altre regioni e la cura dei minimi dettagli fanno della Scuola Ciclismo Cene un caposaldo del ciclismo non solo lombardo. Un esempio da imitare!

cene

La Scuola Ciclismo Cene ha festeggiato l’anno appena trascorso. Dirigenti, tecnici e atleti tutti riuniti per dare un senso a quello spirito di aggregazione presente in una formazione dai sani principi. Visto il periodo di stop ciclistico, si è approfittato per svolgere una partita di calcio. Ciclisti contro tecnici e dirigenti. Ad avere la meglio - per 4 a 2 - è stata la freschezza degli atleti. “Portiamo avanti questa tradizione da anni. Ad ogni fine stagione la partitella di calcio è un impegno fisso, prima delle festa di fine anno”, mi dice uno dei dirigenti.

La cena di fine anno è l’apice delle giornata trascorsa assieme. Sul maxi schermo passano in rassegna le immagini dei ciclisti e delle varie fasi di gara. La cartolina più suggestiva del 2017 resta la vittoria di Rocco Imbruglia nella corsa di casa, a Clusone. Voce e microfono al DS Marco Valoti, per stilare un consuntivo della stagione appena trascorsa: “Anche questo è stato un anno intenso, coronato da soddisfazioni grandissime – dice il direttore sportivo rivolgendosi alle persone presenti - Il nostro progetto si concretizza stagione dopo stagione. Da anni riusciamo a farci apprezzare da pubblico e avversari, come formazione valida. Questo mi porta a essere orgoglioso di ognuno di voi. Anche quest’anno abbiamo colto vittorie importanti, sia in ambito ciclistico, sia in ambito umano, perché far crescere il ciclista è il nostro obiettivo, ma formare prima di tutto uomini è la nostra prerogativa principale”.

Un finale a sorpresa. Valoti chiama sul palco uno a uno tutti gli atleti, regalando loro una cintura. Intarsiato nel cuoio campeggia una scritta “Ricordati che nella vita ci saranno momenti difficili come in una gara, con salite e discese, vittorie e sconfitte, ma con la tenacia dei ciclisti si possono superare, basta essere motivati”. Il ciclismo odierno ne avrebbe proprio bisogno di gente così.

"Comunicazione ai sensi dir. 2009/136/CE: questo sito utilizza cookies tecnici anche di terze parti."

"L'uso del sito costituisce accettazione implicità dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser." Per saperne di piu'

Approvo
Per favore dimostra di essere umano!