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Il finale perfetto di Trentin e un unico grande rammarico

TrentinL'anno della difinitiva consacrazione. Matteo Trentin con un finale di stagione fantastico ha reso il suo 2017 unico e irripetibile. Sette successi negli ultimi due mesi. Quattro vittorie alla Vuelta Espana e la chiusura col botto alla Paris Tours. Resta un unico grande rammarico, la medaglia sfiorata al Mondiale di Bergen.

Da "superscommesse.it"

Il tuo 2017 ha avuto dei picchi molto alti nella seconda parte di calendario. Ti ritieni soddisfatto della stagione appena conclusa? "Sono molto contento degli ultimi due mesi sia per le sette vittorie sia per una condotta di gara che mi ha visto spesso leader della squadra. Ho avuto una forma super e ho saputo gestire al meglio la pressione. Il Mondiale è stato un rimpianto forte per me. Si poteva arrivare nei primi tre con un po’ di fortuna, ma ormai è una storia chiusa. Lo prendo come un ottimo punto di partenza per il futuro".

Hai appena firmato un biennale con la squadra australiana Orica Scott. Cosa ti ha spinto a cambiare squadra dopo sei anni? Avrai un ruolo da capitano nelle classiche? "Avrò molto più spazio e libertà di fare la mia corsa rispetto al passato. Mi ha affascinato il progetto perché sono una squadra solida e piena di giovani talenti. A 28 anni è arrivato il momento di fare quello step in più per la mia carriera e il mio obiettivo stagionale sarà principalmente essere protagonista nelle grandi classiche del 2018".

Trentin (28 anni) uno dei pochi ciclisti in attività ad aver vinto tappe in tutti e tre i grandi GT

Sei un ciclista veloce, esplosivo e che si difende bene sulle salite non troppo lunghe. Nei prossimi anni potrai puntare a classiche come l’Amstel Gold Race e la Liegi Bastogne Liegi che si stanno sempre più dimostrando meno selettive del previsto? "La Liegi penso proprio di no, è troppo dura per le mie caratteristiche. L’Amstel l’ho già corsa una volta e ha un percorso che si addice alle mie caratteristiche. L’unico neo è che arriva una settimana dopo le classiche del nord, mio grande obiettivo stagionale, e sarà difficile mantenere una condizione ottimale dopo un periodo così duro e stressante a partire dalla Milano Sanremo".

Un commento finale su Peter Sagan, unico corridore della storia del ciclismo a vincere tre Mondiali di fila? "Peter è sicuramente il ciclista del nostro tempo non solo per le vittorie, ma anche per il suo carisma in gruppo e il suo essere un personaggio mediatico. È un fenomeno in tutti i sensi e ce ne vorrebbero di più come lui nel nostro sport".

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