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Lunga vita ai Record: quello dell’inseguimento imbattuto da 19 anni

pistaIl quartetto azzurro - composto da Elia Viviani, Filippo Ganna, Simone Consonni e Liam Bertazzo – ha realizzato un ottimo tempo, fermando il cronometro a 4’01”040, a pochissimo dal record italiano (4’00”958), realizzato 19 anni fa, ai mondiali di Manchester del 1996, da Collinelli, Trentin, Citton e Capelli.

Il risultato ottenuto da Viviani e soci è da considerarsi eccellente. E’ vero, ai campionati europei, in corso di svolgimento in Svizzera - sulla pista di Grenchen – il quartetto italiano è finito lontanissimo dalla Gran Bretagna, vincitrice della medaglia d’oro e anche altre nazionali hanno fatto meglio dei ragazzi in maglia azzurra, ma questo non deve ingannare, infatti, al contrario delle altre nazioni, il quartetto italiano ha poco lavorato sull’amalgama. Una specialità tecnica come l’inseguimento a squadre richiede un lavoro intenso, basato sulla tecnica e sulla coesione tra le varie componenti. L’immobilismo dell’intero movimento italiano fa del risultato conseguito in Svizzera un miracolo, ottenuto da atleti giovanissimi, su cui si dovrebbe lavorare, con maggiore serietà e professionalità.

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