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Zhupa condottiero d'Albania: ciclismo e riscatto sociale

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L’abbattimento delle frontiere, anche nel ciclismo, ha portato alla ribalta corridori di paesi in cui lo sport del pedale non è pratica diffusa. L’Albania, paese in cerca di riscatto - dopo la caduta del comunismo e la successiva crisi economica - ha in Eugert Zhupa il suo più valido ciclista.

Nato nel 1990, proprio nell’anno della fine del regime comunista, Zhupa arriva da piccolo in Italia. Inizia a pedalare già da ragazzino e chilometro dopo chilometro riesce a farsi notare da molti osservatori. Quel ragazzo venuto dall’Albania ha grinta da vendere e dopo la trafila nella categorie giovanili arriva al professionismo, con l’allora Christina Watches. E’ il 2014!

La prima stagione in massima categoria, però, non lo vede protagonista e l’anno successivo ritorna tra i dilettanti, vestendo la maglia della Zalf Fior. Nel 2015 arriva la nuova opportunità nel professionismo, con la chiamata all’allora Souteast di Angelo Citracca e Luca Scinto.

Nella formazione toscana trova l’ambiente ideale rendendosi protagonista di prove convincenti. Nessuna grande vittoria, ma pedalatore instancabile per i compagni anche nel 2017. “Sono soddisfatto della mia stagione – ci dice Zhupa – Non sono partito benissimo, ma sono cresciuto mese dopo mese, diventando alla fine l’ultimo uomo per le volate di Mareczko. Una buona prestazione al Giro delle Fiandre mi ha dato morale per poter far bene, anche se resta il rammarico del Giro d’Italia, dove avrei potuto e voluto dare di più”.

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Zhupa impegnato con la maglia dell'Albania al mondiale di Bergen

2018 – “Alla nuova stagione chiedo un po’ più di fortuna. Sto lavorando molto per farmi trovare pronto già nelle prime gare. Il mio compito all'interno della Wilier Selle Italia sarà quello di mettermi a disposizione di Mareczko, incarico che quest’anno dividerò con Coledan. L’arrivo di Marco ci permetterà di essere competitivi nella preparazione delle volate”.

Classiche del Nord – “Mi piacerebbe far bene al Fiandre e alla Roubaix. Avere in squadra un uomo come Pozzato ci da gli stimoli giusti per far bene”.

Giro d’Italia – “Sarebbe fantastico poter vincere una tappa. Al mio quarto anno di professionismo sento di essere pronto”.

Scinto -  “Luca è un condottiero. E’ come si vede in TV. Sempre molto disponibile, col suo modo di fare riesce a dar morale ai corridori e a tirar fuori il meglio da ognuno di loro”.

Doppia cittadinanza, ma ha scelto l’Albania come riscatto sociale – “Sono arrivato in Italia da piccolo e sono molto legato a questo paese, a questa terra. Ho la cittadinanza italiana, ma nelle gare mondiali vesto i colori dell’Albania. Anche per un motivo di riscatto: quando ero piccolo gli albanesi venivano visti con diffidenza. Dentro di me pensavo a riscattarmi, cercando, attraverso il ciclismo, di diventare un simbolo per il mio paese, far capire come i luoghi comuni sul mio popolo.

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