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Rebellin e il rammarico più grande “Baratterei una delle mie vittorie per il Mondiale”

Rebellin

Davide Rebellin sembra aver trovato l’elisir dell’eterna giovinezza. Il 46enne di San Bonifacio correrà anche nella stagione 2018, vestendo la casacca della Natura4ever - Sovac, formazione francese inserita nelle liste UCI Continental.

Una nuova avventura, la prosecuzione di una lunga carriera: “Ho deciso di continuare il "viaggio" iniziato 26 anni fa - ci dice Rebellin - Non sono ancora arrivato a destinazione. Ho ancora tanta voglia di gareggiare e vivere nuove avventure, condividendo la mia grinta con i tifosi. Ho ancora voglia di sperimentare nuove emozioni. Quando sono in bici sento delle motivazioni particolari, uniche. Sono determinato nell’affrontare al massimo questa nuova stagione, cercando di cogliere ancora buoni risultati, cercando, al contempo, di essere utile ai più giovani. In questa nuova squadra ho trovato gente motivata a far bene, con ambizioni di crescere e che crede fortemente in me”.

Il sogno Mondiale - Una carriera vincente, con tante Classiche nel palmares e brevi gare a tappa come la Parigi Nizza e la Tirreno Adriatico, ma a Rebellin manca la gara dei suoi sogni: “Sarei disposto a barattare una delle mie vittorie con un Campionato del mondo. Ma in fondo va bene cosí: tutte le vittorie le ricordo in maniera indelebile, ognuna di loro ha un fascino particolare. Emozioni uniche”.

RebellinNel 2004 il tris nelle Ardenne: Amstel - Freccia - Liegi

Il ciclismo è cambiato - Rebellin in gruppo ha vissuto almeno due generazioni, lecito, quindi, domandargli di come sia cambiato il ciclismo nel corso di questi ultimi anni: “Il ciclismo è cambiato nel modo di correre, nel modo di prepararsi, nella tecnologia... Ora le gare sono molto più controllate dalle squadre più forti, tutto questo a scapito della fantasia e dello spettacolo. A questo le radioline hanno contribuito in maniera determinante: anche se possono avere risvolti positivi, prima tra tutte la sicurezza in gara, le radioline hanno portato i ciclisti ad avere meno fantasia, venendo, il più delle volte, “telecomandati” dall’ammiraglia. Adesso, poi, tutti hanno il proprio preparatore atletico, il proprio nutrizionista, figure professionali dedite alla migliore condizione sportiva dell’atleta. Tutto questo, unito all’evoluzione dei materiali, dell’abbigliamento e alla ricerca sempre più spasmodica dell’aerodinamica hanno portato a velocità elevate. La differenza tra le varie componenti è minima”.

L’essenza del ciclismo - Un Rebellin versione nostalgia, ma nonostante questo non dimentica la vera essenza del ciclismo: “Questo sport ha ugualmente conservato il proprio fascino. Appassiona la gente, per questo resta uno degli sport più amati dal pubblico”.

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