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Marangoni concreto: punto fermo della Nippo Fantini

Marangoni

Anni di onorata carriera, al servizio di grandi campioni dal nome altisonante come Vincenzo Nibali, Peter Sagan, Ivan Basso ed Elia Viviani. Anni in cui Alan Marangoni ha contribuito al raggiungimento dei grandi traguardi dei propri capitani.

Passato professionista nel 2009, con l’allora CSF Navigare. Dopo due anni arriva la chiamata della Liquigas, formazione World Tour. Tante le soddisfazioni di squadra. Alan si contraddistingue per abnegazione e professionalità. Al termine del 2016 arriva la chiamata della Nippo Fantini. La formazione Italo-giapponese lo accoglie con entusiasmo: “Alan è un valore aggiunto per il gruppo, gran lavoratore, abile con i capitani e disponibile nell’insegnare e trasmettere a tutti i giovani la propria esperienza. Si dedicherà alla formazione dei ragazzi giapponesi che devono imparare tanto di questo sport da un atleta così esperto", queste le parole del team manager Francesco Pelosi.

La squadra - "E' stata una stagione molto positiva. Abbiamo dimostrato di essere competitivi in tre continenti (Europa, America e Asia). Dobbiamo però lavorare moltissimo ed essere più incisivi nella " Ciclismo Cup". Punteremo molto a vincerla perchè è il metodo più sicuro per poter correre al Giro d'Italia. Ed è una cosa alla quale ci teniamo davvero tanto". 

Il giovane più interessante - “Nicola Bagioli”, risponde secco Marangoni. “Classe 1995 ha sofferto il passaggio di categoria, ma ha tutte le carte in regola per fare grandi cose: mentalmente è molto equilibrato e sembra più maturo rispetto alla sua età. FIsicamente non è ancora completamente formato, ma ha ampi margini di miglioramento. Potrò sbagliarmi ma io ci credo molto".

Il 2017 - "A inizio stagione ho fatto molti piazzamenti e ho sfiorato la vittoria in almeno tre occasioni, la più clamorosa al Giro di Croazia", Alan si riferisce alla quarta tappa della corsa croata, ripreso a pochi metri dal traguardo dopo un fuga di oltre 170 km.

Il 2018 - "L'obiettivo del prossimo anno è  quello di essere sempre importante per la squadra e possibilmente portare a casa una vittoria ma, soprattutto, quello di finire la stagione senza nessun rimpianto per quello che avrei potuto fare. Non so ancora quanti anni di carriera mi rimangono, ma sono sicuro di volerci mettere il massimo impegno per poter dire un giorno "più di così proprio non potevo fare".

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