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L'INTERVISTA - Brocci a tutta Eroica: dalla Festa dell'Unità al contezioso con RCS

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Per cyclingtime Orsa Maggiore

L’Estate è alle porte. Come in ogni Sezione del Partito comunista che si rispetti, il primo punto all’Ordine del Giorno è: organizzazione Festa de l’Unità. Il primo, importante nodo da sciogliere è la data, poi la durata (una settimana non sarà troppo? Si, ma tre giorni è troppo poco! Ok facciamo cinque giorni). Ovviamente ci sarà lo stand gastronomico con i prodotti tipici della zona, l’organizzazione di dibattiti su temi di scottante attualità (“La classe operaia va in Paradiso?”, “quanta influenza potrebbe avere il compromesso storico sulla concentrazione dei molluschi nel Bar Baltico?”).

La proposta - Rimane però un pomeriggio libero; è il 1973; siamo in Gaiole in Chianti; si alza una mano per chiedere la parola: “compagni, perché non organizziamo una corsa dilettanti?”. La mano, e l'idea, appartengono ad un giovane Giancarlo Brocci, all’epoca diciannovenne, che il ciclismo c’è l’ha nel sangue, conterraneo di quel Bartali che, insieme a Coppi, ha dato lustro allo sport del pedale e, con esso, all’Italia. La proposta viene approvata a maggioranza dei voti (anche su quello si votava nelle Sezioni del PCI). Nasce così la prima Eroica. La “corsa del popolo”, dalle passioni suscitate in Giancarlo da un’epoca in cui la parola “popolo” non si declinava in “populismo”, ed era ancora una parola meravigliosa.

eoricaRaggiungiamo telefonicamente Giancarlo Brocci e gli chiediamo di questa sua creatura, l’Eroica. Abbiamo visto come nasce, ma quando acquista la consistenza con la quale oggi è conosciuta in tutto il mondo. “L’eroica nasce nel 1997, come una gara cicloturistica d’epoca, dedicata a Gino Bartali e, di conseguenza, al ciclismo come sport che tanta ricchezza, non solo economica ma anche culturale, ha apportato al nostro Paese. L’idea di fondo, però, è quella di salvaguardare le strade bianche, quei meravigliosi nastri luccicanti che si snodano nelle campagne toscane e che rischiano di scomparire in un’epoca in cui si asfaltano anche gli orti.

Crescita - "Nel 2006 l’allora Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, si innamora del tema, di un evento che contava già 1.550 iscritti, persone provenienti da tutto il mondo, affascinati e rapiti da un’idea che coniugava sport e natura - continua Brocci - Predispongo, allora, due progetti per la Regione Toscana: L’Eroica per professionisti sulle strade bianche de L’Eroica, che parte sin da subito come gara di livello mondiale, e il “Giro a tappe eroico” o Giro Bio. L’Eroica per professionisti sulle strade bianche altro non è se non un altro aspetto dell’Eroica di Brocci e suo corollario; la gara presenta sin da subito proporzioni mastodontiche, sino ad arrivare all’ultima edizione, che ha contato ben 7.129 iscritti provenienti da tutto il mondo”.

CancellaraIn 11 edizioni Fabian Cancellara è l'unico ciclista ad aver vinto la Strade Bianche per tre volte

Il contezioso - Ad un certo punto si apre il capitolo RCS Sport. “La seconda edizione de L’Eroica viene vinta da Fabian Cancellara e, pertanto, si intuiscono le enormi potenzialità di una gara che riscuoteva consensi sempre maggiori. Nel momento in cui RCS Sport partecipa all’organizzazione de l’Eroica, mi chiede di spostarla a marzo rispetto al mese consueto di svolgimento, fissato in ottobre, e, alla terza edizione, la gara assume il nome di “Strade Bianche”. Gaiole in Chianti, sin dall’inizio culla della competizione, venne esclusa come sede di partenza, e la gara è diventata puro esercizio di prestazione dove non c’è più posto per quella passione che ha portato l’Eroica a valorizzare il territorio, le sue tradizioni, il suo paesaggio. Da qui la mia battaglia, anche giudiziaria, per salvaguardare lo spirito, il senso di un’idea che rischia di essere snaturata da semplici speculazioni finanziarie”.

Risulta incomprensibile, per chi scrive, come una gara pensata, creata, voluta da Giancarlo Brocci, L’Eroica appunto, possa essere passata sotto l’egida di RCS, col nome di “Strade Bianche”, soprattutto in considerazione del fatto che quest’ultima si svolge sullo stesso percorso de l’Eroica e con le stesse modalità. Come direbbe Bartali: “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”.

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