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Trionfo di baby Ciccone nel giorno nero di Landa. Jungels in rosa

ciccone

Il Giro affronta l'Appennino con ben quattro salite e sono subito scintille con la clamorosa uscita di scena di Mikel Landa per indisposizione. Oggi è il gran giorno di un giovanissimo Giulio Ciccone, che porta a termine una bella azione solitaria promossa nella discesa prima dell'ultima salita della 10^ tappa Campi Bisenzio-Sestola (219 km). Il lussemburghese Bob Jungels è la nuova maglia rosa. Valverde guadagna 4" su Nibali.

Cronaca. Secondo arrivo in salita del Giro, subito dopo il secondo giorno di riposo. Si parte con Gianluca Brambilla in rosa, Bob Jungels in maglia bianca, André Greipel in maglia rossa (classifica a punti) e Tim Wellens in maglia azzurra (GPM). In programma ben 4 gran premi della montagna.

1° GPM (Passo della Collina – 3^ cat. 777 m): 1° Visconti. Ma la notizia è un’altra: Landa in grave crisi! Quasi 4’ il passivo del basco!

Visconti viene raggiunto da Boem (Bardiani-Csf) e da Niemiec (Lampre-Merida), si forma un terzetto al comando. Visconti aveva preannunciato l’attacco stamane, l’ex tre volte campione italiano è stato di parola. Dopo 50 km, il distacco di Mikel Landa è salito a 6’, il Giro del capitano della Sky è già finito.

Km 66: si ritira Mikel Landa

2° GPM (Pietracolora – 3^ cat.): sempre i tre all’attacco con un paio di minuti su un gruppetto di contrattaccanti.

Prima Boem, poi anche Visconti e Niemiec si rialzano e vengono riassorbiti dal gruppo inseguitore. Al comando si forma un gruppo di 13 unità: Damiano Cunego (Nippo Vini Fantini), Giovanni Visconti (Movistar),  Guillaume Bonnafond (Ag2r La Mondiale), Giulio Ciccone, Stefano Pirazzi, Nicola Boem (Bardiani-CSF), Darwin Atapuma (BMC), Egor Silin (Katusha), Nathan Brown (Cannondale), Przemyslaw Niemiec (Lampre Merida), Georg Preidler (Team Giant-Alpecin), Ivan Rovny (Tinkoff) e Riccardo Zoidl (Trek Segafredo).

Una gastroenterite virale è la causa del ritiro di Mikel Landa: lo comunica ufficialmente il medico sociale della Sky.

3° GPM (Pian del Falco – 1^ cat., 1.352 metri): una salita lunga ben 16,3 km, la cui sommità è situata ai -16 dall’arrivo. Il gruppo dei battistrada esplode letteralmente sin dall’inizio di questa montagna. Al comando rimane Geor Preidler, mentre gli ex compagni di fuga si frastagliano in diversi gruppetti. A 4 km dal gpm (20 al termine), Preidler vanta 25” sui primi inseguitori, mentre il gruppo è a 4’, che difficilmente riuscirà a recuperare tutti i fuggitivi. Gli ultimi 3 km presentano una pendenza media dell’8,9%, con punte massime del 13%. Chi non vuole aspettare l’ultima salita, ha terreno per attaccare. Nibali mette alla frusta i suoi in testa al gruppo maglia rosa. Kangert, Scarponi e Fuglsang aumentano il ritmo, mentre davanti Preidler viene ripreso da Pirazzi e Ciccone, coppia Bardiani, Cunego e Atapuma. Le pendenze sono veramente rilevanti e il gruppo maglia rosa si assottiglia. Brambilla perde posizioni e con la forza della maglia che porta resiste in ultima posizione, ma a 2 km dal gpm molla. In testa rimangono in tre, Ciccone lavora per Pirazzi, con loro un nome nobile come Damiano Cunego, vincitore del Giro 2004. Il veronese, che in questo Giro punta forte sulla maglia azzurra, si aggiudica il primo GPM di 1^ categoria di questa edizione, davanti a Ciccone e Pirazzi. Il gruppo, sempre tirato dagli uomini di Nibali, transita con un passivo di 2’34”. A meno di crolli clamorosi, la tappa se la giocano i tre di testa.

Inizia la discesa, che porta ai piedi dell’ultima salita. Una discesa piuttosto difficile che mette le ali ad Andrey Amador, che sente profumo di maglia essendo 3° a 32”. Al comando resta da solo Giulio Ciccone, uno dei più giovani di questo Giro (21 anni). Il ragazzo della Bardiani approccia da solo la

salita finale che porta a Sestola (7,4 km al 5%). Ancora una salita pedalabile dalle pendenze dolci (come il primo arrivo in quota a Roccaraso). Nel gruppo dei migliori in classifica, rientra Brambilla poco prima dell’inizio della salita. Ai -5 il sorprendente Ciccone vanta un vantaggio esiguo (12”) su Ivan Rovny, che ha recuperato ed è il cliente più pericoloso per l’italiano. Cunego con Atapuma è ad una trentina di secondi, ancora più indietro Pirazzi che, nell’ultimo tratto della discesa, è stato vittima di una caduta. Prosegue intanto l’azione di forza di Amador, mentre dietro sono direttamente Brambilla (primo) e Jungels (secondo) a tirare per difendere le loro posizioni dall’attacco del costaricano.

-3 all’arrivo il sogno di Ciccone sta per diventare realtà: 33” il vantaggio sul primo inseguitore, Rovny. Amador intanto è maglia rosa virtuale con quasi un minuto di vantaggio su Brambilla e il resto del gruppo dei big. Brambilla perde definitivamente contatto, dopo aver lavorato per Jungels.

Ciccone trionfa alla grande, con 42” su Rovny, poi Atapuma a 1’20”. Cunego è solo quinto. Il gruppo recupera nel finale su Amador, che cala vistosamente negli ultimi due km, nonostante l’aiuto di Visconti. La maglia rosa resta in casa Etixx Quick Step, da Brambilla al lussemburghese Jungels.

(foto bardianicsf.com)

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