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Impresa di Wellens. Nibali accende, Dumuolin raccoglie

dumoulin

Il primo arrivo in salita accende la sfida tra i big della generale, se non per la vittoria di tappa, appannaggio del belga Tim Wellens, almeno per la lotta sul filo dei secondi esplosa negli ultimi 4 km. Dumuolin guadagna sui diretti rivali, dopo un tentativo di Nibali che, alla fine, paga il conto più salato.

Cronaca. Iniziano le prime vere salite con arrivo a Roccaraso, un traguardo classico, dove nel 1980 Bernard Hinault conquistò la prima vittoria di tappa al Giro e “Miro” Panizza vestì per la prima volta la maglia rosa a 35 anni e al tredicesimo Giro. Frazione breve (157 km) che, oltre alla salita finale, prevede un GPM al km 54 a quasi 1.400 (Bocca della Selva). La corsa è caratterizzata dall’azione di Tim Wellens e Pim Lighart della Lotto Soudal, Laurent Didier, Alessandro Bisolti ed Eugert Zhupa, unico superstite della prima fuga di giornata.

L’attacco di Wellens. Ai -15, quando la salita finale è da poco iniziata (16,8 km al 4,8%), il belga Tim Wellens molla la compagnia e si lancia tutto solo. Il vantaggio è superiore ai 6’ e ormai il gruppo principale, tirato dalla Astana, non può più rientrare visto che la salita è abbastanza pedalabile.

La provocazione di Nibali, la risposta di Dumoulin. A meno di 4 km dal termine, Vincenzo Nibali scatta dal gruppo, ma l’azione del siciliano dura poche centinaia di metri e si spegne per la reazione del gruppo, prima di tornare sul campione d’Italia allunga di forza la maglia rosa! Dumoulin raggiunge e salta Nibali e si riporta, con Zakarin e Pozzovivo su Fuglsang e Siotsou che avevano allungato in precedenza. Wellens trionfa meritatamente, con 1’19” su Fuglsang e Zakarin,, poi Dumoulin a 1’22”, più indietro Chaves e Majka anticipano Valverde, ancora più indietro Nibali, che perde una ventina di secondi. Dumuolin consolida la leadership.

Promessa del ciclismo belga. Venticinque anni compiuti l’altro ieri, Wellens è uno dei nomi nuovi del movimento belga. Professionista dal 2012, fisico longilineo, già vincitore per 2 volte della classifica finale dell’Eneco Tour (2014 e ’15), l’anno scorso si è imposto nel G.P. di Montreal (classica di World Tour), mentre quest’anno prima di oggi si era aggiudicato la tappa conclusiva della Parigi-Nizza. Adatto alle classiche della Ardenne, è stato protagonista di attacchi all’Amstel e alla Freccia, è stato anche 4° al Lombardia 2014.

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