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Aru: "Dedico la vittoria ai miei compagni, sono stati fantastici"

Cervinia - Ha un sorriso che tradisce serenità: lo sfodera Fabio Aru in conferenza stampa subito dopo la vittoria odierna: "La pressione non mi da fastidio anzi, mi offre la forza per continuare a lavorare, anche se prima del Giro e durante il Giro non ho passato dei momenti bellissimi.

La forza di volontà mi ha aiutato a tener duro grazie alla squadra e alla mia famiglia. Questo risultato è la prova che con la testa e con la pressione ho voluto ripagare la fiducia della squadra: sono contentissimo e incredulo. Avete tutti visto la fatica che ho fatto sul Mortirolo: negli ultimi chilometri ho pensato che avrei dovuto fare la stessa fatica, però stavo molto meglio. E’ difficile tenere duro quando hai momenti di crisi: non ho mai vinto nulla in maniera facile, però ho imparato a soffrire. La differenza è che quando sei staccato ti passa di tutto per la testa, invece quando stai bene l’obiettivo è quello di arrivare al traguardo".

E domani non finisce qui, almeno in linea teorica. Il Colle delle Finestre è una salita che, grazie alla presenza dello sterrato, potrebbe esaltare le doti di crossista del sardo: "E' una salita lunga e dura: ora però penso solo a recuperare e a concentrarmi sulla corsa di domani. La vittoria la dedico ai miei compagni perché hanno corso sempre per me. Siamo un bel gruppo e oggi abbiamo finalizzato il lavoro. Questa vittoria ha un sapore particolare perché è inaspettata: sono uno che non si accontenta mai, mi piace dare sempre di più, ma ora non voglio soffermarmi su ciò che ho fatto; questo giorno è già passato, penso a finire questo Giro e a preparare i prossimi obiettivi".

Ma come ha vissuto Fabio Aru queste giornate di crisi? "In questi giorni mi addormentavo durante i massaggi: ero molto stanco, mi alzavo la mattina distrutto, però quando sei in gara devi metterti degli step intermedi e cercare di arrivare al traguardo. Nella squadra le gerarchie non ci sono mai state: Landa ha meritato i due successi che ha ottenuto, sono stato anche io a dargli il via libera. Se io non riuscivo a tenergli la ruota era inutile che stava con me: la squadra però ha sempre creduto nelle mie capacità.

E' il trionfo di chi ha fatto tanti sacrifici per ottenere il professionismo: "Mi sono trasferito tre giorni dopo la maturità: ho intrapreso una strada di rinunce, perché dobbiamo stare attenti a tutto, non abbiamo feste, facciamo molti mesi di sacrifici. Non ho avuto dei grandi risultati e proprio per questo ho capito che dovevo continuare a fare sacrifici. Ho imparato tanto al Giro del 2013 con Vincenzo Nibali, è stata un’esperienza che mi ha fatto maturare".

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