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Chi la fa ... l'aspetti

contadorChi di spada ferisce, di spada perisce. Così si potrebbe riassumere la lotta tra i big della Generale nell’entusiasmante e ricca di emozioni tappa di Verbania. Alberto Contador era stato, giustamente, attaccato in forze dalla Katusha e dall’Astana, causa foratura, prima del Mortirolo nella tappa di martedì. Salvo poi rivelarsi un assist per il fuoriclasse iberico, che ha trasformato l’inconveniente in una devastante azione di recupero nella Montagna Pantani (ricordando il prodigioso recupero del compianto romagnolo nell’ascesa di Oropa al Giro ’99).

La 18^ tappa ha riproposto a parti invertite la stessa situazione, stavolta era Mikel Landa Meana, splendido secondo in classifica e rivelazione di questo Giro, ad essere costretto ad un forzato recupero per una caduta. A quel punto Contador a messo alla frusta i suoi, che hanno alzato il ritmo in vista dell’ascesa più importante di giornata. E sulle rampe del Monte Cologno (salita vera: 10,4 km al 9%, max 13%), quando mancavano oltre 40 km all’arrivo, Contador si è trovato quasi subito da solo. Una selezione naturale, il solo Kreuziger è rimasto con lui per poche centinaia di metri, poi Alberto lo ha mollato. Così, da solo e fasciato da una sempre più luminosa maglia rosa sotto un cielo limpido e azzurro, il Pistolero ha proseguito danzando e scattando come solo lui sa fare. Dietro, Landa, non senza fatica, è riuscito a rientrare sul gruppo Aru ma, nonostante gli Astana e i Movistar (con Amador quarto in classifica) hanno tirato per recuperare, il distacco è aumentato.

Intelligenza tattica. Ma Contador, si sa, non è solo gambe, e quando, vicino al gpm, ha visto che Hesjedal, era a pochi secondi da lui, lo ha atteso per la successiva discesa. Mancava ancora tanto al traguardo e tutto poteva essere vanificato se avesse proseguito da solo contro Movistar e Astana, presenti dietro con diversi elementi. A quel punto il campione di Pinto ha fatto un rapido calcolo, pensando che il canadese (lanciato a recuperare posizioni nella top-10) sarebbe tornato utile. Così è stato.

Fortuna. Sulla rotta verso Verbania, tra discese e qualche strappo, i due si sono trovati per strada il giovane Davide Vilella (reduce della fuga iniziale, che ha portato al trionfo un rigenerato Philippe Gilbert), compagno di scuderia di Hesjedal. A quel punto il lavoro dei due portacolori della Cannondale-Garmin è tornato utilissimo allo spagnolo per addirittura incrementare, in alcuni tratti, il vantaggio.

contador

 

Risultato. Un altro tassello al mosaico vincente sulla strada verso Milano: 1’13” su tutti gli avversari in classifica: Landa, Aru (apparso ancora in calando) e Amador. Questo è Contador, un fuoriclasse autentico, che regala spettacolo ed emozioni, rendendo mai banali le sue avventure nei GT. Per Landa e Aru, la consapevolezza di avere di fronte uno dei più grandi della storia e di aver provocato involontariamente, con l’attacco, prima del Mortirolo, una vendetta sportiva. Come dire: chi la fa … l’aspetti.

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