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Landa che colpo! Contador che spettacolo! Aru che grinta!

giro d'italiaMikel Landa vince in solitario la tappa dell'Aprica, quella del Mortirolo. La montagna cara a Marco Pantani ha suggellato la superiorità di Alberto Contador,  più forte di tutto e tutti, anche della sfortuna. Fabio Aru non tiene il passo dei migliori, ma con grinta e determinazione riesce a limitare i danni.

Un’impresa. Un’azione concessa solo a pochi eletti. L’interpretazione del Mortirolo di Alberto Contador non può esser descritta altrimenti. Dopo una foratura nel fondovalle, che lo cotringe ad un inseguimento forsennato, arriva a Mazzo di Valtellina; là dove si inerpica la strada che ha visto nascere il mito del Pirata, con 50 secondi di ritardo sul rivale più diretto Fabio Aru. In quattro chilometri, prima azzera il vantaggio del campioncino sardo, poi tira dritto insieme a Steven Kruijswijk e Mikel Landa, sino in cima. D’altronde, si era capito sin dall’inizio quali fossero le intenzioni del Pistolero.

La fuga non mai accumulato un vantaggio superiore ai 2 minuti e anche il più ostinato (Ryder Hasjedal), si è dovuto arrendere prima che cominciassero le pendici del passo della Foppa. Come da copione la corsa è esplosa sul Mortirolo, là dove Contador ha messo in scena il suo personale show: sempre sui pedali, ha recuperato secondi e corridori uno dopo l’altro, un po’ come fece ad Oropa, quello scalatore pelato e romagnolo, che è per lui importante fonte d’ispirazione. Alla fine non riesce a staccarli tutti come vorrebbe, ma a noi non importa, perché si, saremo pure di parte, ma lo spettacolo regalato dal Pistolero è qualcosa di difficilmente imitabile.

Alla fine il più forte, però, non è Contador; bensì quel Mikel Landa, che da vecchio pupillo di Martinelli, sveste ad Aru i gradi del capitano. Sul Mortirolo mostra una freschezza invidiabile, e sull’Aprica ripete il bis di Madonna di Campiglio, salutando la compagnia a tre chilometri dal traguardo. Anche il Pistolero, esausto, è costretto ad arrendersi.

Aru arranca - Mentre Contador brilla di luce propria, Aru arranca, barcolla e viene abbandonato persino dal compagno Landa; alla fine scollina sul Mortirolo con un paio di minuti, e anche sull’Aprica dimostra di non attraversare il migliore dei periodi, faticando a chiudere sul trio composto da Hesjedal, Trofimov e Amador. Nonostante perda la seconda piazza ai danni del compagno basco, non si possono non riconoscere al sardo una caparbietà e un coraggio rari.

Arrivo

1 Mikel LANDA MEANA ESP AST 5:02:51
2 Steven KRUIJSWIJK NED TLJ 38
3 Alberto CONTADOR VELASCO ESP TCS 38
4 Yury TROFIMOV RUS KAT +2:03
5 Andrey AMADOR BAKKAZAKOVA CRC MOV +2:03
6 Ryder HESJEDAL CAN TCG +2:10
7 Fabio ARU ITA AST +2:51
8 Damiano CARUSO ITA BMC +3:16
9 Leopold KONIG CZE SKY +3:19
10 Carlos Alberto BETANCUR GOMEZ COL ALM +3:19

Generale

1 Alberto CONTADOR VELASCO Spain TCS 65:04:59
2 Mikel LANDA MEANA Spain AST +4:02
3 Fabio ARU Italy AST +4:52
4 Andrey AMADOR BAKKAZAKOVA Costa Rica MOV +5:48
5 Yury TROFIMOV Russia KAT +8:27
6 Leopold KONIG Czech Republic SKY +9:21
7 Damiano CARUSO Italy BMC +9:52
8 Steven KRUIJSWIJK Netherlands TLJ +11:40
9 Alexandre GENIEZ France FDJ +12:48
10 Ryder HESJEDAL Canada TCG +12:49

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