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LA SORPRESA - il Costaricano del Giro, Andrey Amador

andrey amadorIl Costa Rica ha un'altra icona sportiva da festeggiare. La scorsa estate fu la nazionale di calcio impegnata al mondiale carioca, oggi è la volta del ciclismo, l’ora di Andrey Amador.

È vero, il mondo delle due ruote non avrà certo la ribalta mediatica del pallone, ma questo non può avere il potere di oscurare un Giro, in cui il corridore della Movistar è a sorpresa assoluto protagonista. Non con quelle fughe che lo hanno reso noto in passato, ma con la terza piazza provvisoria della classifica generale. Un risultato parziale, certamente reso possibile dalle defezioni di alcuni degli outsider più accreditati, ma anche frutto di una condizione eccellente, palesata con l’ottima performance nella cronometro di Valdobbiadene. È nella terra del prosecco, infatti, che Amador ha compiuto il suo capolavoro: ha concluso ad un paio di minuti dallo scatenato Kiryenka, ma ciò non gli ha impedito di battere molti dei rivali più insidiosi. Oltre a Contador, gli unici uomini di classifica in grado di fare meglio, sono stati il ceco Leopold Konig e il belga Jurgen Van DenBroeck.

andrey amador

Nato San José il 29 agosto 1986, professionista dal 2009

A Madonna di Campiglio il Giro ha abbandonato il ticchettio delle lancette per approdare alle prime cime dolomitiche e il Costaricano Amador ha sofferto, ha spinto rapporti disumani, ha lottato con la grinta e il coraggio contro pendenze indigeste, e alla fine, per quel che ha potuto, i danni li ha limitati alla grande.

Nel secondo giorno di riposo può godersi l'aria frizzante di alta classifica, ma già dalla 16esima tappa si tornerà ad arrancare su Aprica e Mortirolo. Amador avrà l'unico compito di difendere la terza posizione in classifica generale. Probabilmente non riuscirà nell’intento, forse Mikel Landa gli toglierà questa gioia, ma al di là del risultato finale, Amador, può già dire di aver scritto la pagina più importante del ciclismo costaricense.

Idolo - Amador può affermare di essere entrato nel cuore dei suoi connazionali, ma un po,’ anche nei nostri, in quelli degli appassionati italiani che ne hanno apprezzato in passato l’indole da attaccante. Un po’ per il suo modo di correre, un po’ per quel nome che evoca una nota azienda alimentare italiana, Amador è infatti diventato un idolo per molti. In primis, per il “dottor Divago” del ciclismo, quel Riccardo Magrini, che una trovata delle sue, ha lanciato uno dei suoi tormentoni. Quel “parola di Andrey Amador”, da leggere esclusivamente con marcato accento romagnolo.

andrey amador

Nel 2012 l'unico successo da prof. 14° tappa del Giro

Vittoria - Sino adesso il successo di maggior rilievo è stato propiro al Giro d'Italia, quando nel 2012 riuscì a conquistare la 14esima tappa, quella con arrivo a Cervinia. Quella, per Amador, resta l'unica vittoria in carriera. Adesso, alla sua quarta partecipazione al Giro, Amador potrebbe dare la svolta ad una carriera, sino adesso, incentrata ad aiutare i propri capitani. Milano è ancora lontana e molti chilometri devono essere ancora percorsi. Il futuro di Amador è ancora tutto da scrivere.

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