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STORIE AL GIRO - Torriglia

castello di torriglia11 maggio 2015, la carovana rosa partirà da Rapallo e giungerà a Sestri Levante. Una tappa di media montagna lunga ben 136 km. Dopo 57.1 km e percorrendo la sp. 15 attraverserà il comune di Torriglia, provincia di Genova.

L’etimologia di Torriglia deriva da turricula, opera di difesa composta da una fortificazione medievale. Il Comune si trova nell’alta Val Trebbia, in una conca sottostante il monte Prelà e molto ricco di acque sorgive. Il piccolo borgo è stato fondato nel periodo romano con il nome di Patrania. Nel Medioevo diventa un importante centro di evangelizzazione della valle con la fondazione, intorno all’anno 1000, dell’omonima Abbazia. Sopra un promontorio si possono ammirare i ruderi del castello di Torriglia che è stato possedimento prima dei Malaspina, poi dei Fieschi ed, infine, dei Doria. Qui i signori amministravano la giustizia con interrogatori, torture ed esecuzioni delle pene. Le carceri erano collocate nella torre del castello, così come documentato da citazioni risalenti al 500. Inoltre il castello ospitava i notai che stilavano atti e licenze, ed era presente una Cappella votiva dedicata a N.S. Signora della Neve. La distruzione del castello risale al 1822 per opera delle truppe francesi che distrussero porte e finestre, successivamente saccheggiato e il passare del tempo, con il ciclo delle stagioni, ha ridotto il castello ad un ammasso di ruderi. I ruderi sono stati dichiarati monumento nazionale nel 1896 dal Regio Ufficio di Storia e Arte.

canestrelli-torrigliaTipico dolce di Torriglia è il Canestrelletto, riconosciuto PAT (prodotto agroalimentare tradizionale). L’origine del nome è incerta, la storia del biscotto è molto antica, e alcuni studiosi ritengono che il nome derivi da “canestro” ovvero cesto, di paglia o vimini, dove i biscotti venivano riposti per farli raffreddare. La prima citazione dei Canestrelletti risale al lontano 1576 in una denuncia per rapina, un mulattiere derubato dei suoi beni elenca, fra gli altri, “un cavagno di damasche e canestrelli”.

La moneta d’oro della Repubblica di Genova, il Genovino, riporta come effige il canestraio a sei punti simbolo di abbondanza. Il biscotto viene commercializzato dal 1890 e la tradizione vuole che si segua con assoluta scrupolosità la ricetta: farina, tuorli d’uovo freschi, burro, zucchero e la scorza grattugiata di limone; al biscotto viene data la classica forma di margherita e, prima di essere infornati, si spennella la superficie con albume d’uovo. Una vera delizia per gli occhi e, soprattutto, per il palato. Un viaggio fra storia e dolcezze!

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