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Giro 2015, ritorna il Mortirolo

MortiroloPrende sempre più forma il Giro d'Italia 2015. Dopo aver appreso della partenza da Sanremo, con le prime tre tappe in territorio ligure, adesso si ha quasi l'ufficialità del gradito ritorno del Mortirolo. Dopo tre anni di assenza ritorna così una delle salite più dure d'Europa; il GPM è posto a 1852 metri s.l.m., con una pendenza media del 10,5%. 

Passaggi - Il Giro d'Italia scoprì il Mortirolo nell'anno 1990: 17esima tappa. A transitare per primo in cima fu il venezuelano Leonardo Sierra. Nel 1991: Franco Chioccioli. Il toscano suggellò così il proprio dominio in quella edizione della corsa rosa. Bisogna attendere tre anni per rivedere i girini sul Mortirolo: nel 1995 un giovane Marco Pantani fece vedere il proprio talento, transitando solitario in cima, andando a tagliare tutto solo il traguardo posto ad Aprica. Nel 1996: Ivan Gotti. Wladimir Belli transitò per primo in vetta nel 1997. Nel 1999: Ivan Gotti. Il Mortirolo si assentò dal Giro d'Italia per cinque anni, tornando nel 2004, con Raffaele Illiano che transitò in testa al GPM. Nel 2006: Ivan Basso. Nel 2008: lo spagnolo Antonio Colom, mentre nel 2010 Ivan Basso. Ultimo passaggio della corsa rosa sul Mortirolo nel 2012; fu Oliver Zaugg a transitare per primo.

 

Caratteristiche dell'ascesa - Il versante nord, con inizio a Mazzo di Valtellina (552 m s.l.m.), oggi è considerato come una delle salite più dure d'Europa, assieme allo Zoncolan e all'Angliru, ed è meta di "pellegrinaggio" di molti cicloamatori che si cimentano nella difficile scalata; presenta una lunghezza di circa 12,5 chilometri per un dislivello di 1300 metri: la pendenza media è superiore al 10% (10,45%) e vi sono diversi settori con punte fino al 18%. Nel tratto tra il terzo e il nono chilometro le pendenze non scendono mai sotto l'11%, salvo addolcirsi solamente negli ultimi chilometri. I migliori professionisti lo percorrono in meno di 45 minuti (Ivan Gotti che detiene il record impiegò 42'40" nel Giro d'Italia 1996 e 43'10" nel Giro d'Italia 1997). Di pendenza media analoga, ma più irregolare e con un tratto cementato, è il percorso che sempre da nord parte da Tovo di Sant'Agata.

 

Il versante sud di Edolo, misura 17,2 chilometri, parte da quota 699 metri e ha una pendenza media del 6,7%; è più facile anche se più lungo. Si parte da Edolo e per il primo tratto di salita si segue la statale della Val Camonica per poi svoltare per Monno (1066 m s.l.m.), dove inizia la vera salita di 11,2 chilometri; vi sono alcuni tornanti abbastanza impegnativi ma poi la salita è regolare (circa al 6-7%) fino al quattordicesimo chilometro dove c'è addirittura un breve tratto in falsopiano. Il tratto più duro arriva in prossimità del sedicesimo chilometro, a quota 1720 m, con più di 500 metri abbondantemente sopra il 10%. Da questo versante il Giro transitò una sola volta, nel 1990 (la prima in assoluto sul Mortirolo), e vide transitare per primo sul passo Leonardo Sierra che poi vinse anche la tappa che si concludeva all'Aprica con partenza da Moena.

 

Il versante ovest dall'Aprica passante per Trivigno è invece il più lungo (circa 25 km) e il più facile con un lungo tratto suggestivo in quota (max 1940m s.l.m. circa) dopo un'ascesa di 12,2 km al 6% circa fino a poco dopo Trivigno. Una variante è quella che da Ronco di Corteno Golgi in Valcamonica sale al Monte Padrio (8,4 km al 10,7% di pendenza media) e quella che da Tirano in Valtellina sale a Trivigno (17 km al 7.4% di pendenza media): entrambe hanno poi in comune l'ultimo tratto in quota del versante dall'Aprica fino al Mortirolo.

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