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Rogers concede il bis! Quintana si aggiudica il Giro

Rogers

Penultimo giorno di corsa del 97° Giro d’Italia e ultime salite in programma, con l’ultima asperità, lo Zoncolan, la più dura, la più attesa salita di tutta la corsa rosa. Prima, per gradire, altri due gpm. Peccato, però, che i primi della classifica si scontrino solo per le posizioni di rincalzo, visto che la fuga della prima ora ha buon gioco. Ancora un gruppo numeroso all’attacco (sono in 19) con un vantaggio che si dilata a dismisura. Ai piedi della salita finale i battistrada vantano ben sette minuti e mezzo sul gruppo maglia rosa. Logico che qualcuno sarà in grado di arrivare fino in fondo. Ed è un peccato che un palcoscenico spettacolare come lo Zoncolan non veda i protagonisti della generale in lotta per un traguardo così prestigioso. Al comando rimane Francesco Manuel Bongiorno (Bardiani-Csf) e l’australiano Michael Rogers (Tinkoff-Saxo), che dopo il successo di Savona sembra vivere in questo Giro una seconda giovinezza. A poca distanza segue un generoso Franco Pellizotti, desideroso di regalare a sé, alla sua squadra e alla Androni-Venezuela, il tanto agognato successo parziale inseguito per tutta la corsa rosa. La gara viene falsata quando un "demente" (non abbiamo altra definizione), nel tentativo di spingere Bongiorno, lo sbilancia a tal punto da farlo rischiare di cadere. Il corridore della Bardiani, per evitare di toccare la ruota di Rogers, perde dei metri preziosi che non riuscirà più a recuperare. Rogers si invola verso il traguardo.

I big si controllano sino a pochi chilometri dal traguardo. Fabio Aru non ripete la prova della cronoscalata del giorno prima, non riuscendo a mettere in difficoltà Rigoberto Uran. Il colombaino è pimpante e grazie all'aiuto dei compagni riesce a staccare Aru e conservare la seconda posizione in Generale, alle spalle del connazionale Nairo Quintana. Il portacolori della Movistar vonce il suo primo Giro d'Italia, riportando in vetta ad un grande Giroanhe il proprio DS, quel Esusebio Unzue, in precedenza mentore di Miguel Indurain.

(foto www.tinkoffsaxo.com)

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