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Storie in Giro - Quando lo Stelvio era avamposto militare

Stelvio

Passo dello Stelvio: Cima Coppa della 97esima edizione del Giro d’Italia, a 2758 m s.l.m. Anche qui la Storia (non solo ciclistica) è presente, infatti, le montagne che circondano il Passo sono state protagoniste nella Grande Guerra.

StelvioIn tre anni, dal 1915 al 1918, queste vette per la loro importanza strategica furono il fronte più avanzato per contrastare le truppe austriache. I militari italiani in condizioni climatiche estremamente difficili e con mille problemi realizzarono fortificazioni e trincee utilizzando sentieri e strade costruiti dagli Alpini. Ancora oggi è possibile trovare queste costruzioni che ne testimoniano la difficoltà oggettiva di vivibilità, dato che centinaia di uomini del nostro esercito hanno vissuto in condizioni di estrema durezza in pieno inverno e a quote superiori ai 3mila metri.

Molti i morti dovuti al gelo.

StelvioDal canto loro, gli austriaci impostarono la linea difensiva tra Pizzo Garibaldi e il Cevedale, così da tagliare l’accesso delle truppe italiane dall’Alto Adige. Anche lo Scorluzzo cadde in mano straniera, avendo così una vista privilegiata sulle vette circostanti.

Il nostro esercito, invece, si appostò fra la Trafoier e la Konigspitze con il supporto fondamentale del Forte di Oga con i suoi cannoni a lunga gittata

Nei tre anni di scontri, ci furono parecchi atti eroici che permisero il passaggio da una vetta all’altra. Inoltre, furono scavate nel ghiaccio diversi chilometri di gallerie per cogliere di sorpresa il nemico.

StelvioAllo Stelvio si trova il Sacrario Militare, a 2320 m s.l.m., posizionato sulla Valle del Braulio, progettato dall’architetto Pietro del Fabbro, membro della commissione tecnico-governativa del Commissariato Onore ai Caduti, ed inaugurato nel 1932.

Il Sacrario ha la forma di un arco di trionfo e sulle sue pareti riposano 64 militari caduti, provenienti dai cimiteri dismessi di Spondigna (Val Venosta) e di S. Ranieri. All’interno del cimitero si trova un capitello con questa incisione: "Da questa terra che coprì pietosa le ossa dei caduti nella guerra 1915-1918 sorgano i fiori alpini a ricordare ai posteri il sacrificio."

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