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Le montagne leggendarie e l'incognita meteo

Giro d'Italia

Gavia, Stelvio, Val Martello, tre salite che hanno fatto la storia del ciclismo, tre ascese infinite; e maltempo o no, questi tre Gpm saranno i veri protagonisti della sedicesima tappa del novantasettesimo Giro d'Italia. 139 chilometri da brividi, da Ponte di Legno a Val Martello; una frazione che segnerà profondamente le sorti di qualcuno. Aprirà questo tappone alpino un circuito intorno a Ponte di Legno; successivamente si affronterà il primo Gpm di giornata: il passo Gavia. È un'ascesa di prima categoria lunga 16,5 chilometri, con una pendenza media dell'8% e picchi del 16%; il Gavia verrà affrontato dal versante più duro, ed è seguito da una discesa molto tecnica e con una carreggiata stretta. Giunti a Bormio, si tornerà a salire verso la Cima Coppi di questa novantasettesima edizione della corsa rosa: il Passo dello Stelvio. 21,7 chilometri di lunghi tornanti, con una pendenza media del 7,2% e una massima del 12%. Dopo lo scollinamento si scenderà verso valle, per la bellezza di 25 chilometri susseguiti da altri 18 di falsopiano, che porteranno ai piedi della salita finale di Val Martello. Quest'ultimo Gpm, di prima categoria, misura 22,4 chilometri con una pendenza media del 6,4% e punte del 14%. Colui che si aggiudicherà questa tappa, si porterà a casa anche un premio speciale: il Trofeo Torriani.

Giorno dopo giorno, ascesa dopo ascesa, la lotta per la maglia rosa si sta stringendo sempre di più a ben pochi eletti. Questo tappone dal sapore infernale, fa acquolina in bocca un po' a tutti i pretendenti alla conquista del trofeo senza fine. Oggi più che mai, la maglia rosa Rigoberto Uran, dovrà tenere gli occhi ben aperti, non potrà permettersi alcuna distrazione, o la sua leadership potrebbe esser messa in forte discussione. Cadel Evans, ma sopratutto Nairo Quintana dovranno dimostraere di voler e saper vincere questo Giro, con il "quarto incomodo" Rafael Majka pronto a sfruttare ogni occasione propizia.

In casa Italia ci si attende la conferma di Fabio Aru e il riscatto di Domenico Pozzovivo.  Il primo ha dimostrato di poter competere con i migliori. Ci attendiamo un'impresa in stile "Plan di Montecampione". Le aspettative sul campione sardo sono tante - ma vista la sua giovane età - resra un incognita la tenuta in gare dure e stressanti come la tappa odierna. Pozzovivo, al contrario, sull'ascissa di Montecampione è sembrato leggermente appannato. Queste sono tappe da scalatori puri e il lucano è uno dei pochi in gruppo a poter davvero fare la differenza, in salite dalle pendenze importanti.

E non vanno dimenticate le due grandi sorprese di questo Giro: Pierre Rolland e Wilco Kelderman, sempre lì, tra i big della corsa rosa; due uomini da non sottovalutare.

Infine, attenzione ad alcuni possibili outsider che sono già usciti fuori classifica, ma che muoiono dalla voglia di portarsi a casa una bella vittoria di tappa. Due su tutti sono il secondo classificato della tappa di Montecampione, Fabio Duarte, e la maglia azzurra dei Gpm, Julian Arredondo.

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