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Froome al Giro a caccia dell'accoppiata e per sfatare il tabù SKY

FroomeEra nell’aria e, alla fine, Christopher Froome ha postato un video (proiettato in diretta alla presentazione della corsa rosa) dove annuncia la sua presenza al Giro d’Italia 2018. Il keniano bianco ha concluso la sua migliore stagione centrando la “doppietta” Tour-Vuelta, mai realizzata prima da quando la corsa iberica è stata spostata al termine dell’estate.

Accoppiata - Il trionfo sulle strade di Francia, il quarto in carriera (terzo consecutivo), era l’obiettivo principale, ma non è stato da meno anche il successo in terra di Spagna, dove ha coronato un lungo inseguimento, dopo che in passato era giunto per ben tre volte secondo (!) e una volta quarto. La Vuelta è stata voluta, fortissimamente voluta, dal campione britannico che si è illuminato in modo particolare sul podio di Madrid. Con l’accoppiata Tour-Vuelta ha completato un ciclo, ma sin dai giorni successivi il trionfo spagnolo si è fatta sempre più concreta la volontà di puntare nella prossima stagione non solo al quinto Tour, per eguagliare i grandissimi Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain, ma anche di provare a conquistare il Giro e, conseguentemente, l’accoppiata Giro-Tour. Un paio di mesi dopo tutto ciò è diventato realtà.

Le sirene del Giro alla porta di Froome - Certo, pare che per assicurarsi la presenza del quattro volte vincitore del Tour de France, gli organizzatori abbiano messo sul tavolo della trattativa un ingaggio imponente (si parla di 2 milioni di Euro, ma nessuna conferma è stata data). È anche vero che Froome, che viaggia verso le 33 primavere, non ha più molte occasioni per primeggiare sulle strade rosa.

Il tabù Sky al Giro - Froome, oltre che la concorrenza, dovrà scacciare anche le streghe, visto che la manifesta superiorità palesata da Sky dal 2012 in poi alla Grande Boucle (5 vittorie in 6 edizioni! Una con Wiggins, le altre con Froome) fa da contraltare alle opache e sfortunate (per via delle cadute) performance sulle strade italiane dei capitani che si sono affacciati con l’intento, poi rivelatosi vano, di primeggiare al Giro (lo stesso Wiggins nel 2013, Porte nel 2016, Landa e Thomas nel 2017). Se Froome ha deciso di essere della partita, è difficile che venga per scaldare il motore in vista del Tour (obiettivo primario), quindi prepariamoci a vedere un Froome formato Tour (e Vuelta) per rinverdire un’impresa, Giro e Tour nello stesso anno, che manca esattamente da vent’anni, anno d’oro di Marco Pantani.

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