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L'approfondimento - L'ago della bilancia? La fantasia dello Squalo

nibali

Questo Giro100 rimane tra i più incerti dell’intera storia ultra centenaria della corsa rosa. Quattro corridori in meno di un minuto, sei in un minuto e mezzo. Tutto può succedere nel penultimo giorno, ancora farcito di salite e discese in grado di dare una fisionomia più netta prima dell’ultima tappa, una cronometro piatta di quasi 30 km.

La fantasia di Nibali, l’ago della bilancia. Proprio così, il campione messinese può con la sua imprevedibilità far saltare il banco domani. Nell’ultimo decennio, è stato più volte ricordato in queste tre settimane, Vincenzo è il campione dei GT più fantasioso e indomabile, dimenticando colpevolmente un certo Alberto Contador. Esperienza, astuzia e capacità di leggere la corsa meglio di molti altri possono premiarlo. È una delle ultime occasioni per vincere una grande corsa a tappe (viaggia verso i 33 anni) e venderà l’anima al diavolo per regalarsi un successo ad effetto che lo proietterebbe ancora di più tra i migliori di ogni epoca nei Grandi Giri. Gimondi è lì a un passo (1 Tour, 3 Giri e 1 Vuelta)…

Quintana, l’imperscrutabile. Non è amato, non regala molto allo spettacolo (a parte qualche rara occasione) ma a 27 anni ha già 1 Giro, 1 Vuelta e 3 podi al Tour nel curriculum. Ha vinto bene sul Blockhaus, ma poi ha fatto pochino. Però è là ad un passo dal suo secondo Giro d’Italia in altrettante partecipazioni. Sembra non avere lo smalto dei momenti migliori, a Piancavallo non si è infiammato e non ha infiammato, rimanendo sempre a ruota. Dimentichiamo è maglia rosa…

Da Pordenone ad Asiago sognando la cronometro. I 190 km che porteranno la carovana ad affrontare le ultime salite del Monte Grappa e di Foza, prima dell’arrivo ad Asiago sono l’ultimo decisivo scoglio per Tom Dumoulin. Il suo Giro, nonostante la dissenteria di martedì e il flop di Piancavallo (sorpreso nelle retrovie lontano dal traguardo e poi in ritardo all'arrivo), è ancora in gioco. Se non perde terreno da Quintana e da Nibali, la crono di Milano gli porterà in dote il Giro. Il colombiano ha solamente 38” su di lui e in 30 km piatti sono un divario largamente colmabile per il portacolori della Sunweb. Ma di mezzo c’è appunto la tappa di domani, le ultime due salite di 1^ categoria e ancor di più le imboscate di Nibali lo fanno tremare. La sua cronometro inizia a Poredenone…

E se Pinot… Infine il francese della FDJ, 4° a 53” dalla maglia rosa, con la sua grinta e caparbietà ha recuperato sui primi tre che, forse, lo hanno sottovalutato un po’ troppo. Nella personale storia del transalpino c’è solamente un podio al Tour de France 2014 (quello del trionfo netto di Nibali) e tanta discontinuità. Non ha molto da perdere e tutto da guadagnare e potrebbe inserirsi prepotentemente nella lotta decisiva alla maglia rosa.

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