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Quella sfida nel 2000: Pantani e Armstrong, due marziani sul Mont Ventoux

tour de franceIl Tour de France del 2016 ritornerà sul Mont Ventoux. Il “monte calvo” per la decima volta sarà sede d’arrivo, l’ultimo a vincere fu Chris Froome, nel 2013. L’arrivo più emozionante avvenne nel 2000, protagonisti Marco Pantani e Lance Armstrong. Una sfida ancora indelebile nella memoria degli sportivi. Una delle ultime imprese di Pantani, in pieno strapotere Armstrong.

Mont Ventoux 2000 - L’americano in maglia gialla, anche nel 2000 non aveva rivali. Armstrong spadroneggiava in lungo e in largo e la sua supremazia era assoluta. La dodicesima tappa portava i corridori da Carpentras sino in cima al Mont Ventoux. Aggredito e tormentato dalla depressione, Pantani si era rimesso in sella per la corsa francese e sulla montagna pelata della Provenza quel giorno ritrovava le forze per il testa a testa con Armstrong. Faceva un caldo infernale, mancava l'aria. E' una salita eterna e Armstrong quel giorno sembrava essere più fresco, ma all'arrivo non faceva volata, permettendo a Pantani di tagliare per primo il traguardo. Marco però in quel dopogara vincente non volle piegare la testa. Aveva vinto sul Mont Ventoux, voleva essere lasciato in pace per quella briciola di felicità. Non voleva ringraziare nessuno. Armstrong, cui piaceva essere riverito, si offese e ferì il rivale spiegando quello che non c'è bisogno di spiegare: disse di averlo lasciato vincere, trasformando così una forma di (discutibile?) cavalleria in dardo avvelenato.

PantaniPantani sul traguardo di Courchevel sede d'arrivo della 14° tappa del Tour de France 2000

La rivincita - La cronostoria di quella scalata potrebbe finire qui, ma si farebbe un torto a Marco Pantani. Tre giorni dopo, infatti, “il pirata” mise le cose in chiaro e nella 14esima tappa, quella con arrivo in cima a Courchevel, stacco tutti, arrivando tutto solo al traguardo. Anche Sua Maestà Lance Armstrong dovette inchinarsi.

Era il 16 luglio del 2000 e quella di Couchevel resta l’ultima vittoria di una carriera unica e inimitabile, costellata da sconfitte e delusioni, ma anche di trionfi esaltanti. Il canto del cigno di un Campione senza tempo, capace di esaltare un intera Nazione, entrando di diritto nel cuore di tutti gli sportivi italiani.

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