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MONDIALI STORY - Il colpo Basso di Gap

BassoGap, Savoia francese, domenica 6 agosto 1972, su un circuito piuttosto impegnativo va in scena la 39^ edizione del campionato del mondo, un mondiale rimasto nella storia per il finale thriller. Inevitabile ripetersi in quei favolosi anni ’70, Eddy Merckx, campione del mondo in carica, è il favorito indiscusso. Superlativa come sempre la stagione del fuoriclasse belga: Milano-Sanremo, Liegi-Bastogne-Liegi, Freccia Vallone, Giro d'italia (più 4 tappe) e Tour de France (più 6 tappe)!

Il cannibale può contare su tre fidi scudieri che durante l’anno lo affiancano in seno alla Molteni: Swerts, Huysmans e De Schoenmacker. L’Italia presenta una formazione molto forte e ricca di individualità di classe. Il leader è Gimondi, poi il rivale di sempre Gianni Motta, “cuore matto” Franco Bitossi, il coriaceo Michele Dancelli (già due volte 3° ai mondiali) e Marino Basso, sprinter eccelso e funambolico; completano la squadra: Boifava, Cavalcanti, Francioni, Panizza e Polidori. La Francia punta sull’inossidabile Poulidor (36 anni), su Thevenet e sul veloce Guimard (vincitore di ben 4 tappe al Tour). La corsa si decide all’ultimo giro, al comando restano in otto: l’immancabile Merckx e Frans Verbeeck (pluripiazzato nelle classiche) per il Belgio, l’olandese Joop Zoetemelk, il danese Leif Mortensen, il transalpino Cyrille Guimard e ben tre azzurri, Bitossi, Dancelli e Basso. Guimard, temendo lo spunto di Basso, tenta di sorprendere la compagnia ai -4 dal traguardo, Bitossi riporta sotto gli altri e sullo slancio riparte in contropiede. Mancano 3 km, Merckx non risponde subito, Verbeeck è al gancio, Dancelli e Basso rimangono giustamente sulla difensiva. Sono Guimard e Zoetemelk a rilanciare. Il traguardo si avvicina, ultimi 1000 metri, un lungo rettilineo in fondo al quale c’è il traguardo in leggera salita, Bitossi inizia a voltarsi, vede il gruppetto avvicinarsi minacciosamente con Merckx che ha innestato la sua micidiale progressione. È il cannibale a riportare sotto tutti gli altri, -500 metri e Bitossi si volta ancora, una, due, tre volte, si pianta sui pedali la paura di perdere più che la fatica appesantiscono la sua marcia. Lo scarto è esiguo, Bitossi si sposta da destra verso il centro, Merckx gli è quasi addosso, ma dalla sua ruota schizza via come una saetta Marino Basso che finge di sorpassare Bitossi a destra e invece lo supera a sinistra negli ultimi 10 metri! Basso campione del mondo, Bitossi è 2°, poi Guimard (bronzo come l’anno prima a Mendrisio), solo 4° Eddy, quindi Zoetemelk, Dancelli, Mortensen (sempre a suo agio ai mondiali: iridato nei dilettanti nel ’69, 2° nel ’70, 6° nel ’71) e Verbeeck. Una volata epica e ricca di pathos consegna a Basso il successo che nobilita una carriera, e imprime a Bitossi la delusione più cocente della sua brillante carriera. Comunque un trionfo assoluto per i colori azzurri con oro e argento e per il C.T. Mario Ricci (a torto dimenticato) che chiude il suo ciclo da timoniere della nazionale con un ruolino eccellente: 2 mondiali (con Adorni nel ’68 all’esordio e con Basso appunto), 2 argenti e tre bronzi. In totale 7 medaglie in cinque anni.

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