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Pagelle 2017 - Sagan tre volte Mondiale

peter sagan

Il solo fatto di riuscire a confermarsi campione del mondo basta e avanza nel giudicare ampiamente positiva la stagione di Peter Sagan. Se a ciò si aggiunge che lo slovacco è riuscito a conquistare la corona iridata per il terzo anno consecutivo, mai riuscita prima a nessuno in 90 anni di storia mondiale, allora si intuisce che l’impresa merita di essere rimarcata ulteriormente. Il manifesto del 2017 di Sagan è, ovviamente, il mondiale di Bergen vinto praticamente da solo al cospetto di nazionali compatte e numerose. Questo è l’elemento di maggiore rilevanza: Sagan è unico nel saper volgere a proprio vantaggio situazioni apparentemente impossibili, riuscendo ad avere la meglio del gioco di squadra altrui. Si dirà che è i rivali ci mettono del proprio (in negativo…) se non riescono a tagliarlo fuori prima, se lo portano in carrozza fino all’ultimo chilometro, ma i fatti sono incontrovertibili: Richmond 2015 – Doha 2016 – Bergen 2017, uno, due, tre titoli iridati di fila!!

Sagan (27 anni) professionista dal 2009

Sempre in prima linea - Per il resto della stagione, è stato il solito Sagan, generoso, guascone, provocatorio, mai banale, invidiato, amato, vincente, piazzato… e tanto altro. È il personaggio principe del ciclismo attuale. Ripercorriamo allora tutta d’un fiato, in perfetto stile Sagan, l’annata del portacolori della Bora-hansgrohe. Per il secondo anno consecutivo si inchina a Van Avermaet nell’Omloop Het Nieuwsblad, poi il giorno dopo vince la Kuurne-Bruxelles-Kuurne, un paio di tappe in scioltezza alla Tirreno-Adriatico. La Milano-Sanremo rimane stregata, beffato da Kwiatkowski dopo aver accarezzato il sogno di conquistarla dopo tanti tentativi falliti. Al Nord è il più controllato, vede andar via Van Avermaet e Keukeleire alla Gand-Wevelgem, non ci sta a torchiare gli inseguitori e quasi si ferma, alla fine è terzo. Al Fiandre si fa sorprendere dai Quick Step e poi si sveglia tardi trascinando a terra Van Avermaet sul Oude Kwaremont e concludendo lontano dai primi (27°); ancora più deludente alla Roubaix, altro monumento proibito. In ottica Tour scalda i motori come da tradizione in California (1 tappa) e al Tour de Suisse (2 tappe) dove aggiorna il primato di plurivincitore di tappe (15 successi). Alla Grande Boucle punta la sesta maglia verde. Vince la 3^ tappa, poi ostacola allo sprint Cavendish il giorno seguente e viene espulso dalla corsa! Colpevolisti e innocentisti si dividono, lui assorbe il colpo e torna a fine luglio al Giro di Polonia (1 tappa). Al BinckBank Tour si impone in 2 tappe prima della trasferta in Canada con l’acuto al G.P. del Québec. Infine, il campionato del mondo. Dice basta a Bergen con un bilancio di 12 vittorie, 10 secondi posti, 5 classifiche a punti (Tirreno, California, Svizzera, Polonia, BinckBank). Il 25 ottobre diventa papà di Marlon, primo figlio di Peter e Katarina. Nel 2018 lo vedremo ancora in maglia iridata, ma lui la pressione sa come domarla.

 Voto: 9,5

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