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Pagelle 2017 - Il tricolore non basta ad Aru

Aru

Il 2017 non ha dato le risposte adeguate alla crescita di Fabio Aru. Intanto una precisazione sul fatto che molti gli contestano di correre poco. Alla fine del 2017 ha totalizzato 71 giorni di gara (esclusi i circuiti) come nel 2015 e cinque in più dello scorso anno. Tanti, pochi? Nel ciclismo attuale di certo non sono pochi, considerando anche il lungo stop da marzo ai primi di giugno. Ha corso due GT (come nel 2014 e ’15, solo nel ’16 si è fermato a uno) ed è stato protagonista da febbraio (3° al Tour of Oman) a ottobre. Detto questo, l’annata del sardo è stata condizionata dall’infortunio al ginocchio che lo ha costretto a saltare il Giro d’Italia, su cui puntava tantissimo visto anche il passaggio dalla sua regione. A ciò si aggiunga la prematura scomparsa dell’amico Michele Scarponi che, nei piani della Astana, doveva essere il suo più fedele luogotenente.

Il Tricolore e il Giallo -  Al Critérium du Dauphiné, Aru si è ripresentato dopo 84 giorni senza competizioni (dal ritiro alla Tirreno-Adriatico il 12 marzo al 4 giugno). Tirato al meglio il 27enne di Villacidro ha messo in evidenza una buona condizione, terminando 5° nella classifica finale vinta dal compagno di squadra Jakob Fuglsang. Poi, ha conquistato con una prova convincente il titolo nazionale presentandosi al Tour con la maglia tricolore. La 5^ tappa rimane uno dei più bei momenti di un Tour troppo livellato e dominato dalla Sky. Aru scatta nel finale e stacca gli avversari di classifica, su tutti Chris Froome. Sul traguardo è primo e già molti sperano che dopo Nibali nel 2014 un’altra maglia tricolore riporterà il Tour in Italia. Ma, nonostante 2 giorni in maglia gialla (12^-13^ tappa), Aru non saprà ripetere le gesta del suo ex capitano e nell’ultima parte della corsa sarà protagonista di diversi passaggi a vuoto. A Parigi è 5° a 3’05” da Froome, ad appena 45” dal podio.

Aru

Vuelta, non ci siamo - Nella massima corsa a tappe iberica, Aru rimane sempre nella top-ten (navigando sempre intorno al settimo/ottavo posto), ma non è mai protagonista principale, poi il crollo nella penultima tappa con arrivo sull’Angliru che lo fa scivolare al 13° posto nella graduatoria. Contrasti, polemiche con la squadra lo allontanano sempre più. Il finale di stagione lo vede in prima linea nelle classiche italiane: 11° al Giro dell’Emilia, 8° alla Tre Valli Varesine, 3° alla Milano-Torino e 7° al Lombardia dominato da Nibali.

Il divorzio dall’Astana e il passaggio alla corte di Saronni - Le voci lasciano spazio ai fatti. Aru lascia l’Astana, con la quale ha corso da quando è passato professionista ad agosto 2012. Nel 2018 correrà con la UAE Emirates e a 28 anni con già diverse stagioni alle spalle dovrà entrare nella fase della maturità atletica per un ulteriore salto di qualità.

 Voto: 6,5

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