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Pagelle 2017 - La rinascita di Gilbert

Due momenti, due vittorie, due ulteriori tasselli nel ricco mosaico di cacciatore di classiche rivitalizzano Philippe Gilbert, tornato prepotentemente alla ribalta con una primavera fantastica.

Cambio di casacca - Dopo cinque stagioni alla BMC (dal 2012 al 2016), il campione vallone è passato all’inizio del 2017 nella Quick Step, la corazzata per antonomasia delle classiche dei muri e del pavé, ritrovando il plurivittorioso di queste corse, Tom Boonen, avviato all’epilogo della carriera. Molti credevano che “Filippo”, ormai 35enne, fosse al capolinea e che il passaggio nella formazione di Lefevere fosse più la scelta del vecchio campione di capitalizzare le ultime pedalate di una carriera ricca di gloria. E invece?

Gilbert in maglia BMC al Giro d'Italia 2015

Capolavoro Fiandre - Rispetto al passato, Gilbert punta alle classiche dei muri, sacrificate negli anni scorsi per il Trittico delle Ardenne, più congeniale alle sue doti. Stavolta, si prepara puntigliosamente e raccoglie subito risultati: 2° alla Dwars door Vlaanderen (alle spalle del compagno di squadra Yves Lampaert), poi è protagonista di una bell’azione all’E3 Harelbeke con Oliver Naessen e con il vecchio “amico-nemico” Greg Van Avermaet, con il quale ha diviso la leadership nelle classiche fino allo scorso anno in seno alla BMC, non riuscendo varie volte a trovare una vera intesa. Il risultato è favorevole a Van Avermaet, che brucia Gilbert sul traguardo di Harelbeke. Ma lui, Gilbert, sente crescere la condizione, la gamba è quella delle stagioni migliori (quante imprese nella sua ricca collezione di classiche: il super 2011, la doppietta al Lombardia, ecc.). E alla Tre Gironi di La Panne vince 1 tappa e la classifica finale, primi acuti con la nuova maglia. Ma è al Giro delle Fiandre che confeziona un autentico capolavoro. Favorito da una squadra impeccabile, entra in una fuga lontano dal traguardo (c’è anche Boonen) che taglia momentaneamente fuori i favoriti Sagan e Van Avermaet. Quindi si scatena letteralmente attaccando a 55 km dall’arrivo! È un’azione che manda in visibilio tutti gli appassionati, fasciato nel busto dalla maglia di campione del Belgio, Philippe Gilbert si lancia verso una delle più entusiasmanti azioni della storia della Ronde van Vlaandren. Nonostante il recupero di un indomito Van Avermaet (bloccato anche da una caduta provocata da Sagan), il vallone tiene la distanza e, grazie alla grande esperienza, mantiene un margine sufficiente per entrare prepotentemente nell’albo d’oro della super classica dei muri con una prova leggendaria.

Gilbert al Giro delle Fiandre 2017

Il poker all’Amstel Gold Race - Pur felice per la grande impresa al Fiandre, Gilbert salta la Roubaix e si concentra sulle “sue” classiche, ovvero le corse ardennesi. All’Amstel mette ancora nel sacco Van Avermaet, e si ritrova al comando con Michal Kwiatkowski. La volata tra i due campioni è emozionante. Gilbert parte lungo, il polacco lo salta, pensa di aver vinto ma il belga recupera, lo salta e vince nettamente. È il quarto trionfo nella classica olandese! Meglio di lui nella cinquantennale storia della corsa della birra olandese solo Jan Raas con cinque vittorie. Quando già si prevede una grande sfida con Valverde alla Liegi-Bastogne- Liegi, Gilbert è costretto a dare forfait per i postumi di una caduta nella prima parte dell’Amstel. La sua primavera resta favolosa. A parte una tappa al Tour de Suisse, il resto della stagione è avara di soddisfazioni (nessun acuto al Tour, 17° al mondiale, addirittura 27° al Lombardia). Ma la doublé Fiandre-Amstel è tanta roba.

Voto 9

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