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Pagelle 2017 - Primo Monumento per Van Avermaet

van avermaet

Greg Van Avermaet - Il campione olimpico di Rio 2016 ha messo in soffitta un’altra annata da incorniciare che lo consacra campione nelle classiche del Nord.

Crescita costante: da eterno piazzato a vincente - Fino al 2015 Van Avermaet era sì un ottimo corridore, adatto a quasi tutte le corse di un giorno, protagonista in svariate occasioni, ma assai poco vincente (ricordiamo 1 tappa e la classifica a punti alla Vuelta 2008 e l’acuto alla Parigi-Tours 2011). La svolta sotto il sole di luglio al Tour 2015 quando, in cima allo strappo di Rodez, approdo della 13^ tappa, il corridore della BMC brucia con uno sprint impeccabile Peter Sagan. Da quel giorno, GVA diventa un campione. Nel 2016 si impone all’Omloop Het Niuwsblad e alla Tirreno-Adriatico, poi un infortunio gli fa perdere le classiche, ma fa un grande Tour, dove vince 1 tappa e veste la maglia gialla per 3 giorni; viatico per il trionfo olimpico in Brasile. Il 2017 rappresenta il naturale completamento di questo processo di maturazione di questo atleta non più giovanissimo (è del 1985).

Van Avermaet vincitore della prova in linea dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro

Poker di classiche, con la prima monumento. La prima parte di stagione è folgorante per l’olimpionico che si ripete nell’Omloop Het Nieuwsblad, poi, dopo essere giunto 3° nella Strade Bianche, domina le classiche E3 Harelbeke (davanti all’ex compagno di squadra Gilbert) e Gand-Wevelgem con prove autorevoli in cui conferma maturità e perfetta scelta di tempo negli attacchi decisivi. L’obiettivo principe era il Giro delle Fiandre (sfiorato in passato in un paio di occasioni), ma la fuga a lunga gittata di Philippe Gilbert e la caduta sul Kwaremont, causata da Sagan, lo costringono ad un amaro secondo posto. Una settimana dopo, però, la consacrazione definitiva sulle strade della mitica Parigi-Roubaix nel giorno dell’addio alle corse di Tom Boonen. Il trionfo sul velodromo chiude un cerchio e restituisce a Van Avermaet quello che aveva accarezzato e solo sfiorato in tante stagioni. Ma chiude anche un altro cerchio, un poker di classiche mai centrato prima da nessuno: Het Nieuwsblad-Harelbeke-Gand-Roubaix.

harelbeke

 

L'acuto di Harelbeke al cospetto dell'ex compagno Gilbert

Appagato? Neanche per sogno, la forma eccezionale lo spinge a misurarsi anche sulle Ardenne, dove riesce a giocarsi un posto nella top-ten fino alla fine (12° all’Amstel e 11° a Liegi).

World Tour ciliegina sulla torta. Chiusa la splendida parentesi delle classiche di primavera, uno stacco e poi il ritorno (vincente) al Giro del Lussemburgo, in vista del Tour, dove però non riesce a centrare per il terzo anno consecutivo il successo di tappa. Nel finale di stagione, 2° al G.P. del Québec e 6° al Mondiale, dove è costretto a vedere trionfare il rivale Sagan, col quale in diverse occasioni nelle ultime tre stagioni si è trovato a duellare. I punti incamerati nella stagione gli consentono di conquistare la classifica finale del World Tour. Nel 2018 gli serve una vittoria, forse la più agognata: il Giro delle Fiandre.

Voto: 8

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