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Gracias Alberto - La squalifica e il ritorno sempre da vincente

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Il trionfo al Tour 2009, al cospetto del “nemico” Armstrong sentenziò la supremazia assoluta di Alberto Contador nei Grandi Giri dell’ultimo scorcio degli anni 2000. Il 2010 inizia alla grande con i ripetuti successi del madrileno nella Volta ao Algarve, nella Parigi-Nizza e nella Vuelta a Castilla y León; ottiene anche la sua best performance in una classica: 3° alla Freccia Vallone. In preparazione Tour, conquista la cronometro e la tappa con arrivo sull’Alpe D’Huez al Critérium du Dauphiné. Vittorie in salita e a cronometro, Contador è pronto per l’assalto alla Grande Boucle. Con Armstrong non più in squadra, il Pistolero è il leader unico della Astana diretta da Giuseppe Martinelli. Il texano sente il peso degli anni (39) e naufraga sin da subito, ma c’è Andy Schelck, già secondo l’anno prima, a rendere la vita dura a Contador. Il lussemburghese conquista la maglia gialla, poi Alberto se la riprende sfruttando anche un incidente meccanico di Schleck. Alla fine, lo spagnolo conquista il suo terzo Tour con appena 39” sul rivale.

Caso “clenbuterolo” - Ma una tegola sta per abbattersi su Contador. Il 30 settembre viene resa nota la sua positività al clenbuterolo. Inizia un lungo tira e molla: squalifica sì, no. Intanto nel 2011 cambia squadra e va alla corte di Bjarne Rijs alla Saxo Bank. Ma il fuoriclasse non è sereno, grida la sua innocenza. Continua a gareggiare e a vincere: 2 tappe e la classifica della Vuelta a Murcia, 1 tappa e la cl.fin. alla Volta a Catalunya. Quindi, punta sul Giro d’Italia.

Giro 2011, un dominio assoluto - Dopo il successo del 2008, Contador torna sulle strade italiane che ama particolarmente. Conquista la maglia rosa nella 9^ tappa che si conclude sull’Etna, con una vittoria spettacolare. Vince anche una breve cronoscalata, e laddove non vince guadagna sempre sui diretti avversari in classifica. A Milano i distacchi sono sensibili: Michele Scarponi a 6’10” e Vincenzo Nibali a 6’56”.

Spettacolo, ma fuori dal podio al Tour - Partito con l’intenzione di realizzare l’accoppiata Giro-Tour, nella corsa francese Contador viene frenato da un paio di cadute. Poi, tenta un’impresa memorabile nella tappa dell’Alpe d’Huez, andando in fuga quando mancano oltre 90 km (!) al termine. Quel giorno Alberto non vince, ma la sua azione rimane impressa nella memoria di tutti. A Parigi è solo 5° a quasi 4’ da Cadel Evans.

La squalifica e il ritorno - Dopo aver corso per tutto il 2011 con il giudizio sospeso, il 6 febbraio 2012 arriva la mazzata: squalifica di 2 anni con effetto retroattivo. In pratica vengono cancellati tutti i risultati dal luglio 2010. Perde il Tour (dove era stata riscontrata la positività), ma soprattutto il Giro 2011, che aveva corso e dominato (oltre a tutte le altre vittorie). Lo stop effettivo è fino al 6 agosto 2012: è dunque costretto a saltare Tour e Olimpiadi. I giorni seguenti la sentenza, Contador medita addirittura di non tornare più a gareggiare, ma poi prevale il senso di rivalsa verso una squalifica che ha sempre considerato ingiusta. Così, torna alle competizioni alla Vuelta. Quella edizione della corsa spagnola fu memorabile con appassionanti sfide tra Joaquin Rodriguez, Alejandro Valverde, Chris Froome e appunto Contador. Sulle pendenze impossibili degli arrivi in salita, Contador, meno esplosivo, fu costretto alla sconfitta più volte. Ma verso la fine della corsa, una spettacolare fuga, iniziata a 50 km dall’arrivo, gli regalò vittoria e maglia roja. Contador era tornato alla sua maniera, da vincente e a Madrid è primo davanti a Valverde, Rodriguez e Froome.

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