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Gracias Alberto - I primi successi al Tour, al Giro e alla Vuelta

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Una data rimarrà impressa nella storia di Alberto Contador: 12 maggio 2004. Quel giorno il 21enne spagnolo rischiò di lasciare prematuramente questo mondo. Si correva la 1^ tappa della Vuelta a Asturias e improvvisamente si accasciò su un lato della strada, perse conoscenza rimanendo vittima di violente convulsioni. Stava ingoiando la sua stessa lingua, rischiando di morire asfissiato. Il medico di corsa riuscì a evitare il peggio, ma una volta in ospedale si scoprì che aveva un aneurisma cerebrale e un’arteria cerebrale dilatata. Per farla breve, rischiava di morire in qualsiasi istante. Si sottopose ad un delicatissimo intervento al cervello che gli salvò la vita da quel grave problema congenito, sino ad allora silente. Alberto guarì, riprese ad allenarsi, tornò a correre e a vincere la sua prima corsa in linea a gennaio 2005: “Più di ogni Giro, ogni Tour, ogni Vuelta, la vittoria del 2005 al Tour Down Under, dopo la malattia, avrà sempre un posto speciale nella mia memoria”.

Gli inizi alla corte di Saiz - Ma facciamo un passo indietro, la carriera da professionista di Contador ebbe inizio nel 2003, quando iniziò l’avventura alla corte di Manolo Saiz nelle fila della ONCE, storica formazione spagnola, nella quale avevano corso e vinto tanti campioni (Jalabert, Zulle, Olano, Mauri, M. Lejarreta). Giovanissimo, aveva da poco compiuto 20 anni, il promettente futuro asso dei grandi Giri, colse il primo successo aggiudicandosi una cronometro del Tour de Pologne. Dopo il dramma e la ripresa quasi miracolosa, nel 2005 inizia a farsi notare cogliendo oltre la vittoria in Australia altri successi: 1 tappa e la classifica finale alla Settimana Catalana, 1 tappa al Giro dei Paesi Baschi e e 1 al Romandia. L’esile ed elegante scalatore di Pinto (dove viveva con la famiglia) era già una seria promessa. Nel 2006 (vittorie di tappa al Romandia e al Tour de Suisse), uno scandalo coinvolge la sua squadra (la Liberty-Seguros) alla vigilia del Tour, assieme a tanti altri corridori (Ullrich, Ivan Basso e Valverde su tutti): la tristemente vicenda di doping, denominata Operación Puerto. La squadra si scioglie e Alberto, non coinvolto direttamente, si accasa al termine della stagione alla Discovery Channel.

Il primo Tour - La crescita atletica di Contador è sotto gli occhi di tutta Europa. Il primo importante successo lo firma alla Parigi-Nizza 2007 dove, nell’ultima frazione, si invola solitario per conquistare tappa e classifica finale, scalzando il veterano Rebellin. Dopo aver vinto una breve corsa a tappe (Vuelta a Castilla y León) si presenta al Tour de France (il primo lo aveva corso nel 2005, 31°). Conquista la maglia bianca, in salita dà spettacolo con i suoi irresistibili scatti, vince a Plateau de Beille sui Pirenei, davanti a Michael Rasmussen in maglia gialla. Poi, il danese viene estromesso dalla competizione dalla sua squadra e Contador eredita la maglia gialla, che porta fino a Parigi, nonostante nella maxi crono del penultimo giorno il suo avversario principale, Cadel Evans, recupera gran parte del distacco. Sul podio dei Campi Elisi, Contador sale sul gradino più alto con 23” su Evans e 31” sul compagno di squadra Leipheimer.

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Il primo successo al Tour de France (2007)

L’accoppiata Giro-Vuelta nel 2008. La Tripla corona a 25 anni! Contador segue il suo d.s. Johan Bruyneel alla Astana, ma a causa del coinvolgimento di alcuni corridori (Vinokourov su tutti) in vicende di doping nella stagione precedente, viene preclusa la possibilità di partecipare al Tour. Contador, intanto, mette in carniere Vuelta a Castilla y León (più 2 tappe) e il prestigioso Giro dei Paesi Baschi (sempre con 2 successi parziali) e si presenta per la prima volta al Giro d’Italia, dopo che l’Astana è riuscita ad avere la possibilità di correre appena una settima prima del via! Contador corre con grande regolarità e al termine della 15^ tappa conquista la maglia rosa. L’avversario più ostico è Riccardo Riccò (altro atleta caduto di lì a poco negli inferi del doping), ma Contador controlla come un navigato campione e a Milano la rosa finale è sua con 1’57” sul modenese. Costretto, come detto, a saltare la Grande Boucle, Contador corre la sua prima Vuelta. Ed è un trionfo. Sulle strade iberiche, Alberto dispensa spettacolo e assesta un micidiale k.o. dopo il secondo giorno di riposo. Sull’Alto de El Angliru coglie un significativo successo davanti alla coppia Valverde & J. Rodriguez, battuti nettamente sulle durissime pendenze della salita finale; il giorno dopo, con la maglia amarillo conquistata ventiquattro ore prima, è ancora primo. Madrid lo incorona matador della 63^ edizione della Vuelta con 46” sul compagno di squadra Leipheimer e 4’12” su Carlos Sastre (vincitore a sorpresa del Tour); solo 5° Valverde a 6’. A 26 anni non ancora compiuti, Contador completa il percorso vincente nei tre GT (raggiungendo i mostri sacri Anquetil, Gimondi, Merckx e Hinault), in appena 1 anno e due mesi (luglio 2007-settembre 2008).

Il Pistolero contro il Cowboy - Contador è ormai unanimemente riconosciuto come il n. 1 del GT. Ma alla fine della stagione un ritorno clamoroso mette a rischio questa supremazia (limitamente al Tour): Lance Armstrong. Il texano, che si era ritirato a luglio 2005 (dopo aver vinto il settimo Tour consecutivo!) si rimette in gioco. Al Tour, Bruyneel appoggia platealmente il vecchio pupillo (38 anni), Contador è isolato, ha solo un paio di fedelissimi gregari. Ma la forza mentale (oltre che atletica) del madrileno è tanta, e alla fine la strada mette le cose a posto. Con uno scatto fenomenale nell’ascesa di Verbier, Contador stacca di forza Armstorng e tutti gli altri, andando a conquistare tappa e maglia. Con una prova fantastica, Alberto conquista anche la cronometro di Annecy (40 km), riuscendo a battere il più forte cronoman al mondo, Fabian Cancellara! Parigi è sua con 4’11” su Andy Schleck; sul terzo gradino del podio Armstrong mastica amaro, promettendo di tornare l’anno successivo. Al settimo posto un giovane Nibali. Questo successo per Contador è il quarto consecutivo nei GT.  

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L'acuto di Verbier (2009)

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