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C’era una Vuelta - Il bis di Zulle (1997)

zulle

Gli svizzeri e la Vuelta, un feeling scoppiato negli anni ’90 con Rominger e Zulle, mattatori della corsa iberica con ben 5 vittorie dal 1992 al ’97. Alex Zulle ebbe sin da subito una particolare predilezione per la Vuelta quando, già nel 1993, insidiò fino all’ultimo metro il connazionale Rominger, vincitore per il secondo anno consecutivo. Ma gli anni vittoriosi dell’occhialuto Alex arriveranno nella piena maturità atletica con una doppietta significativa nel 1996 e ’97.

Nel ’97 Zulle ebbe buon gioco della concorrenza avvalendosi, come nell’edizione precedente, dell’apporto di Laurent Jalabert e della squadra senza dubbio più forte del lotto. Partenza da Lisbona il 6 settembre con il danese Lars Michaelsen primo vincitore di tappa e prima maglia amarillo. Dal Portogallo alla Spagna, Jalabert vince la 6^ tappa a Granada e si veste di giallo, ma è un fuoco di paglia in quanto che il transalpino non ha la tenuta sulle tre settimane che gli aveva permesso di stracciare tutti due anni prima.

Cordoba, primo esame per tutti - La cronometro in programma il nono giorno di competizione a Cordoba è di quelle destinate a lasciare il segno. Il successo va allo specialista Melchor Mauri, compagno di squadra di Zulle e Jalabert in seno alla ONCE e già vincitore (a sorpresa) della Vuelta 1991. Lo spagnolo precede Sergei Gontchar di 21”, quindi Jalabert a 22” e Zulle, solo quarto a 38”; lo strapotere della ONCE è completato dal quinto posto di Mikel Zarrabeitia (a 49”), con ben quattro atleti nella top-five. In questa Vuelta c’è pure Toni Rominger (dominatore di tre edizioni consecutive -1992-93-94 - e plurivittorioso della corsa), ormai 36enne e all’ultima stagione da professionista, che in questa crono si piazza al nono posto a 1’16” (mentre nella classifica finale finirà lontano). Zulle è la nuova maglia amarillo che la sfila al connazionale  Laurent Dufaux.

Poche emozioni sulle salite e colpo del k.o. di Zulle nell’ultima crono - In vetta all’Alto del Morredero si assiste al primo successo alla Vuelta di uno scalatore neoprofessionista: Roberto Heras. Si sentirà parlare  molto di lui nelle successive edizioni, quando riuscirà a centrare un poker da record. Un paio di successi parziali di Pavel Tonkov (vincitore del Giro 1996 e 2° nel ’97), ma Zulle controlla piuttosto agevolmente e infligge il colpo di grazia ai diretti avversari nella cronometro del penultimo giorno (43 km attorno Alcobendas). Come nella prima prova contro il tempo, il primo dei battuti è l’ucraino Gontchar (a 31”), che si inserisce nel dominio degli uomini della ONCE (3° Leanizbarrutia, 4° Jalabert e 5° Mauri); al 10° posto il coriaceo Fernando Escartin (a 2’21”), che con regolarità nei giorni precedenti era salito al secondo posto della generale. A Madrid, Zulle viene incoronato per la seconda volta consecutiva vincitore della Vuelta a Espana con 5’07” su Escartin e 6’11” su Dufaux; buon quarto Enrico Zaina (già 2° al Giro 1996) che precede l’esordiente Heras.

Zulle leader recordman alla Vuelta - A fine carriera Alex Zulle vanta un primato prestigioso, tuttora imbattuto: è il corridore che ha indossato per più volte la maglia di leader (allora era amarillo) nella massima corsa iberica: 48 (13 nel 1993; 13 nel ’96; 14 nel ’97; 8 nel 2000).

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