cyclingtime

C'era una Vuelta - Lucho Herrera inaugura l'era dei sudamericani (1987)

uci HerrerAnnunciato sin dall’esordio tra i grandi (Tour 1984) come il più forte arrampicatore del Sudamerica, Luis Lucho Herrera ottiene la consacrazione nella Vuelta 1987, firmando il primo trionfo di un extraeuropeo nella corsa iberica e, più in generale, di un sudamericano in un GT.

Scalatore nato - Herrera, classe 1961, dopo avere vinto ripetutamente corse a tappe nel suo Paese, si fece conoscere sul palcoscenico del Tour de France 1984 (quello della memorabile sfida Fignon-Hinault) in un traguardo nobile come L’Alpe d’Huez. Tutti conobbero Herrera e lui si confermò l’anno seguente (quinto successo di Hinault) con 2 tappe (Morzine-Avoriaz e Saint-Etienne), la prestigiosa maglia a pois di vincitore del Gran Premio della Montagna e il 7° posto finale. Dopo un 1986 sottotono in Europa (vittorie in Sudamerica alla Vuelta a Colombia e nel Clasico RCN), Herrera punta forte alla Vuelta ’87.

Kelly e Pagnin infiammano - Dopo il prologo a cronometro vinto dal belga Jean-Luc Vandenbroucke, sale in cattedra Sean Kelly vittorioso nello sprint di Albacete e primo nella Generale. Da questo momento si instaura un’insolita sfida tra il campione irlandese (re delle classiche degli anni ’80) e il veneto Roberto Pagnin, che strappa una prima volta la leadership a Kelly sul traguardo di Valencia (volata vincente di Paolo Rosola). Nuovo cambio al vertice il quarto giorno di gara, una cronometro individuale di 34,8 km dominata da Kelly, che si riprende la maglia amarillo. Due giorni dopo, un generoso Pagnin vince a Barcellona e riconquista la maglia amarillo! Un po’ di calma? Neanche per sogno, Kelly si riprende lo scettro per la terza volta in sette giorni!

HerreraVincitore della maglia dei GPM in tutte e tre i grandi GT

Lagos de Covadonga esalta Herrera - Dopo l’interregno del tedesco Reimund Dietzen, leader per quattro tappe, sale in cattedra Luis Herrera che domina l’arrivo in salita ai Laghi di Covadonga. Il colombiano centra tappa e maglia, e diventa il favorito per il successo finale. Il colombiano mostra autorevolezza e conduce la corsa, ma non riesce a dare il colpo del k.o. agli avversari e alle sue costole c’è sempre Sean Kelly, che sogna il colpaccio (dopo essere arrivato 4° nell’80, 9° nell’85 e 3° nell’86; senza dimenticare un quinto e un quarto posto al Tour e tante vittorie in piccole e medie corse a tappe). Dopo sette giorni in amarillo, Herrera perde la maglia al termine della 18^ tappa (crono di 24 km a Valladolid vinta dallo specialista spagnolo Jesus Blanco Vilar) a favore proprio di Sean Kelly, che accarezza il sogno di conquistare, finalmente, il suo primo Grande Giro.

Kelly abbandona ed Herrera vince facile - Colpo di scena! Dopo aver riconquistato (per la quarta volta in questa Vuelta!) la maglia amarillo, Kelly è costretto al ritiro il giorno della decisiva tappa di Avila a causa di un fastidio al soprasella, che già lo tormentava da giorni. La tappa rilancia Laurent Fignon (vincitore di tappa) e consacra Herrera padrone della corsa. Mancano le ultime tre tappe e non succede più nulla al vertice. Herrera trionfa a Madrid con 1’04” sul sorprendente e regolare Dietzen, 3’13” su un ritrovato Fignon (che non conquistava un podio in un GT dal trionfale Tour ’84); ai piedi del podio Pedro Delgado (a 3’52”). A far da cornice al successo di Herrera (primo anche nel Gran Premio della Montagna), altri tre colombiani nella top-ten: Oscar Vargas (5°), Henry Cardenas (9°) e Omar Hernandez (10°).

"Comunicazione ai sensi dir. 2009/136/CE: questo sito utilizza cookies tecnici anche di terze parti."

"L'uso del sito costituisce accettazione implicità dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser." Per saperne di piu'

Approvo
Per favore dimostra di essere umano!