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La Befana del ciclismo porta caramelle e carbone

befana

Puntuale come ogni 6 di gennaio arriva la Befana. Arriva volando sulla sua scopa e porta caramelle e carbone.

Caramelle

Peter Sagan - Lo slovacco si conferma al Tour de France, vincendo per la quarta volta la maglia verde della classifica a punti. Ciliegina sulla torta il trionfo di Richmond. Un campionato del mondo vinto con astuzia. Finalmente una vittoria di prestigio. Alle prestazioni sportive fanno da contorno quelle da uomo immagine: l'ultima, quella di farsi riprendere in un video, mentre, assieme alla moglie Katarina, recita il remake di una scena del film Grease. 

Alberto Contador - Il grande obiettivo dell'anno era l'accoppiata Giro-Tour, questo gli avrebbe permesso di salire nell'Olimpo dei grandi. Contador centra, non senza problemi, la vittoria al Giro d'Italia, ma al Tour de France trova avversari più preparati. Da applaudire per il coraggio: da anni un ciclista di alto livello non tentava l'accoppiata, riuscita sino adesso solo a sei uomini.

Chris Froome - Centra l'obiettivo di stagione: il bis al Tour de France permette al britannico di confermarsi come l'uomo simbolo delle gare a tappe. Sbaraglia la concorrenza. A fine anno, poi, arriva anche l'onorificenza della Regina che lo nomina baronetto.

Fabio Aru - "FantasticAru" corre un Giro d'Italia ad alto livello, mettendo in seria difficoltà gli avversari e aggiudicandosi due tappe. Salta il Tour de France per presentarsi alla Vuelta Espana nelle migliori condizioni. La vittoria nella corsa spagnola lo consacra.

John Degenkolb - Doppio colpo: vittoria alla Milano Sanremo e alla Parigi Roubaix. Il tedesco è la vera sorpresa della stagione.

Alexander Kristoff - La vittoria al Giro delle Fiandre è il sigillo ad una maturazione ormai definitiva.

Vincenzo Nibali - Tenta di bissare la vittoria al Tour de France. Il siciliano ha un inizio stentato, ma nel corso della gara francese riesce a rivalutarsi, vincendo una delle tappe più spettacolari e ottendeo un quarto posto finale. Nonostante questo viene sommerso dalle critiche. Si presenta alla Vuelta Espana per far bene, ma una manovra maldestra porta la giuria a estrometterlo dalla corsa. Altre critiche. Il siciliano non si abbatte e reagisce da fuoriclasse: il finale di stagione è costellato di vittorie e il trionfo a Il Lombardia lo rivaluta con tutti gli onori del caso.

Alejandro Valverde - Sale sul terzo gradino del podio al Tour de France. Prima, in primavera, vince la Liegi Bastogne Liegi per la terza volta. Per lo spagnolo un'altra stagione ad altissimo livello, coronata dalla vittoria nel Ranking UCI.

Giacomo Nizzolo – Poco vincente ma regolare nei piazzamenti (forse troppi). Riesce a dare il meglio al Giro d’Italia, portando a casa la preziosa maglia di leader della classifica a punti.

Elia Viviani – Combina alla perfezione attività strada e attività su pista. Un ciclista di altri tempi. Riesce a far bene sia in asfalto, sia all’interno dei velodromi. E’ la grande speranza italiana per Rio. Un patrimonio da custodire gelosamente.

Bradley Wiggins – Due grandi obiettivi in stagione: la Parigi Roubaix e il Record dell’Ora. Il primo non va a buon fine, mentre il secondo riesce a essere un successo già nell’immediata vigilia, quando tutti i biglietti per assistere al Record dell’Ora vengono venduti in pochi minuti dalla data di messa in vendita. Wiggins alza l’asticella a 54,526 km. Sarà dura, in futuro, superare tale prestazione.

Carbone

Marcel kittel – Per il teutonico è stata una stagione da dimenticare.

Thomas Vockler – Il transalpino accusa il peso dell’età. Di lui resta una copia sbiadita del corridore brillante visto in altre stagione. Le smorfie sono sempre le stesse, ma le gambe non girano più.

Enrico Battaglin – Forte della giovane età e delle due vittorie di tappe già conquistate in carriere al Giro d’Italia, il 26enne di Marostica era atteso al definitivo salto di qualità. Questo non è avvenuto e il 2015 deve subito essere cancellato.

Inchiesta di Mantova – Dopo anni di tira e molla si è arrivato a un verdetto: assoluzione. Non si riesce a capire l’accanimento con cui sono state attaccate tutte le componenti coinvolte. Resta, comunque, una delle pagine più nere del ciclismo italiano degli ultimi anni. Caramelle vanno, invece, distribuite a iosa a quei ciclisti che con pazienza e perseveranza hanno atteso fiduciosi la fine di questo processo, consapevoli della propria estraneità ai fatti.

Filippo Pozzato - La grande delusione! Non sappiamo cosa passi nella testa, ma soprattutto nelle gambe, dell'atleta di Sandrigo. Abulico e mai protagonista. Del talentuoso ciclista di qualche anno fa sembrano essersi perse le tracce.

Rigoberto Uran – Un Giro d’Italia sotto tono. Una stagione mediocre.

Carlos Betancur – Sembrava aver ripreso la strada maestra. Al Giro d’Italia aveva fatto vedere sensibili segni di ripresa. Dopo la corsa rosa, però è ricaduto nell’oblio.

Simone Ponzi – Doveva essere l’anno dell’esplosione, invece è stato l’anno del nulla. Problemi fisici e una condizione mai al Top.

Moreno Moser – Poco o niente.

Davide Appollonio – Finisce, assieme al compagno di squadra Fabio Taborre, nelle maglie del doping. Un durissimo colpo per la Androni (caramelle alla squadra piemontese, per come ha saputo gestire la delicatissima vicenda). Gesto da condannare per Appollonio e Taborre.

Davide Cassani - Il CT della nazionale, nei risultati, non fa meglio del suo predecessore. Da Cassani si aspettava la svolta, ma sino adesso si sono rivisti solo i fantasmi di un deludente passato.

Due ruote e poker d’assi - Lo strano connubio tra il mondo del ciclismo e del poker

poker & ciclismo

E’ proprio il caso di dirlo nessuno scommetterebbe su questa strana coppia. Eppure ciclismo e poker hanno molto in comune.

Preparazione psicologica, concentrazione, pianificazione di strategia e studio dell’avversario sono elementi che caratterizzano le fasi preparatorie di ogni gara importante, ma sono anche alla base di una partita di poker.

Non è un caso, infatti, se secondo alcuni studi il poker è considerato come un esercizio ottimale per la preparazione psicologica di gare ad alto dispendio di energia. Una partita a carte può avere effetti positivi nel forgiare la mente dei campioni nelle fasi cruciali delle tappe, soprattutto per studiare la strategia dell’avversario nelle tappe di montagna e per percepire tramite uno semplice sguardo un eventuale momento di crisi di uno dei principali contendenti alla vittoria finale. In fondo tutto questo accade sempre in ogni torneo di poker che si rispetti.

poulidor

Raymond Poulidor, classe 1936, vincitore della Vuelta Espana 1964

Se c’è un ciclista che prima di leggere quest’articolo ha fatto questa interessante scoperta è il grande Raymond Poulidor, una vera e propria icona del ciclismo d’Oltralpe con 189 vittorie in bacheca. Appassionato di carte e di poker, ha raccontato le sue battaglie omeriche contro i più grandi campioni della storia del ciclismo in un’intervista dal titolo Se fossi stato cattivo come con le carte rilasciata a L’ Equipe in occasione della 73° edizione della Parigi – Nizza. Durante l’intervista Pou Pou ha raccontato anche delle sue epiche partite a poker con Jack Anquetil ed Eddie Merckx. La più memorabile di tutte è stata quella a Caracas proprio a ridosso dei campionati del mondo del 1977 in Venezuela. Raymond stracciò a carte i due avversari ma purtroppo ciclisticamente parlando questo allenamento diverso dal solito non portò i frutti sperati, soprattutto per lui ed Eddie che si classificarono rispettivamente penultimo ed ultimo. "Ero un misero stratega. Ero contento di essere sulla bici. Me lo hanno sempre rimproverato. Mi dicevano che se fossi stato tanto cattivo come a carte, avrei vinto molte più corse – ha dichiarato Poulidor durante l’intervista - Ma a carte, io giocavo per guadagnare".

A sostenere questa insolita combinazione ci si mette anche il mondo dell’editoria con il libro di Manuel Gandin ‘’La Sei Giorni, tra giri di pista e giri di poker” (Ed. No Reply, collana Sportivamente, 2013) dove tra avvincenti racconti di sfide ed allenamenti in occasione della Sei giorni di Chicago del 1929 i ciclisti partecipanti, tra i quali anche Gaetano Belloni, amavano anche disputare tra loro tornei di poker che poi puntualmente finivano per concludersi sul tondino.

Ma c’è dell’altro, perché’ oltre ai ciclisti che si interessano al poker succede anche il contrario, ad esempio il famoso poker player Daniel Negreanu ama andare in bici e non rinuncia al piacere di una bella passeggiata per allenare mente e corpo. Combinazione che, a detta del giocatore, giova molto per aumentare il suo grado di concentrazione durante le partite.

A confermare ancor di più il connubio tra le due discipline il fatto che ogni anno a San Luis Obispo, nel cuore della California, si disputa la rinomata World Bicycle Relief Poker Run. Si tratta di una competizione davvero insolita che fonde le due discipline in modo molto originale ed innovativo con lo scopo di raccogliere fondi per la realizzazione di strutture nell’Africa rurale e nelle aree più bisognose. In pratica si gioca a poker mentre si corre in bici. La competizione si svolge in un circuito di 11 km e durante la corsa il ciclista prende le carte lungo la strada, in cinque fermate designate dagli organizzatori, per completare la mano di poker. Alla fine vince chi si presenta al traguardo con la migliore mano. Se si tratta di un Tour o di un Tournament questo ancora non è chiaro ma è certo che si tratta di un evento che riscuote molto successo tra diversi professionisti del poker live internazionale come ad esempio Antanas 'Tony G' GuogaPhil Hellmuth e la bellissima Kara Scott.

Ogni anno il World Bicycle Relief Poker Run raccoglie numerosi partecipanti e tra ciclisti e poker pro ad avere la meglio sono sicuramente i bambini africani che beneficiano di questa iniziativa ricevendo in regalo delle biciclette. , si aprirebbe una nuova e intrigante opportunità per i corridori che si avvicinano ai grandi giri con l’obiettivo di vincere.

STORIE AL GIRO - La Spezia

Giro d'italiaL’arrivo della quarta tappa viene ospitato dalla città di La Spezia, una tappa di media montagna con partenza da Chiavari. La città spezzina è stata 9 volte città di partenza: 1929, 1938, 1963, 1967, 1978, 1979, 1989, 1990 e 1997.

Quando il ciclismo crea disagi: il Veneto in rivolta contro la chiusura delle strade

ciclismoPasso Giau paralizzato dalle biciclette, i ristoratori di Cortina in rivolta.Nel mirino le gare ciclistiche che sin troppo spesso durante l'estate, in piena stagione turistica e invariabilmente nel fine settimana, paralizzano la provincia di Belluno, impedendo agli automobilisti di raggiungere i locali della zona.

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