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Il 24 aprile 1982 (sei giorni dopo aver vinto la Parigi-Roubaix) Jan Raas conquista per la quinta volta l’Amstel Gold Race, completando uno straordinario pokerissimo consegnato agli annali. Poco  più di due mesi dopo (5 luglio) nasce nel vicinissimo Belgio Philippe Gilbert …

… 35 anni dopo proprio Gilbert si avvicina a quell’incredibile record firmando il giorno di Pasqua un sensazionale poker nella “classica della birra”. Sì perché vincere per 4 volte l’Amstel è tanta roba, visto il livello assoluto della corsa olandese, considerata a pieno titolo tra le più prestigiose del calendario mondiale, appena un gradino sotto le inarrivabili Classiche Monumento. Gilbert sta vivendo, a 35 anni, una seconda giovinezza che lo sta proiettando ancora di più fra i massimi esponenti della storia delle grandi classiche di ogni epoca. Il suo curriculum continua ad arricchirsi diventando tra i più prolifici nelle corse di un giorno. Per gli amanti delle statistiche, “Re Filippo” è il terzo corridore a centrare l’accoppiata Fiandre-Amstel nello stesso anno, prima di lui Eddy Merckx (1975) e Jan Raas (1979)

Capolavoro Kwiatkowski. Lo spunto più esaltante della 52^ Amstel Gold Race lo ha realizzato Michal Kwiatkowski allorché, da solo, ha levato di ruota sul Keutenberg gente del calibro di Van Avermaet e Valverde ed è riuscito a riportarsi sul plotoncino al comando. Il secondo capolavoro lo aveva in canna per la volata ma … è finito impallinato da Gilbert che, rimasto sorpreso dallo scatto perentorio del polacco, è riuscito a rimontare e a bruciarlo negli ultimi 100 metri.

Organizzatori olandesi lungimiranti. Due delle tre classiche della Settimana Santa delle Ardenne, sono bloccate negli ultimi anni dall’eccessivo tatticismo. Ci riferiamo alla stessa Amstel con il Cauberg arrivo o in prossimità del traguardo, e alla Flèche Wallonne cui il muro di Huy (inserito nel 1985, primo acuto del compianto Claude Criquielion) sta sempre di più ipnotizzando i protagonisti, dando vita sempre al medesimo copione con una lunga volata in salita di un gruppo sempre numeroso. Una prova? Alejandro Valverde, che detiene dall’anno scorso il record di vittorie, si è aggiudicato la corsa quattro volte con altrettante progressioni pressoché identiche (2006-14-15-16). Gli organizzatori dell’Amstel hanno deciso quest’anno di invertire la rotta. Cauberg lontano 17 km dal traguardo, seguito da altre due cotes in prossimità dell’arrivo, lasciando i durissimi Kruisberg e Keutenberg tra i -38 e i -28. Risultato? Una corsa bellissima, tra le più spettacolari ed emozionanti degli ultimi vent’anni.

Belgio dominante. La lunga sequenza delle classiche ha evidenziato una netta supremazia dei belgi, capaci di vincere praticamente quasi tutte le corse dei muri e del pavé fino ai primi assaggi ardennesi. I numeri? Greg Van Avermaet ha firmato un poker eccezionale, mai realizzato prima: Omloop Het Nieuwsblad, E3 Harelbeke, Gand-Wevelgem e Parigi-Roubaix! Il suo vecchio compagno di squadra Philippe Gilbert non è stato da meno portandosi a casa Giro delle Fiandre (2° Van Avermaet) e Amstel Gold Race, senza dimenticare i secondi posti alla Dwars door Vlaanderen e ad Harelbeke. Yves Lampaert ha centrato la Dwars door Vlaanderen. E gli altri? Solamente le briciole … a Peter Sagan la Kuurne-Bruxelles-Kuurne e al nostro Sonny Colbrelli la Freccia del Brabante.

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