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Il successo al 101° Giro delle Fiandre, conquistato dopo una cavalcata solitaria di 55,4 km (!) ha un sapore speciale per Philippe Gilbert, ritrovato campione della classiche dopo un paio di stagioni sottotono. E sì perché con la splendida impresa di ieri, Gilbert non ha solamente centrato una classica monumento da sempre sfuggitagli in carriera, ma ha realizzato un’impresa destinata a rimanere negli annali. Annunciato da una condizione sfavillante messa in mostra già alla Sanremo, e poi nelle prime classiche del pavé con i secondi posti nella Dwaars door Vlaanderen (alle spalle del compagno di squadra Lampaert) e all’E3 Harelbeke (battuto di un soffio da Greg van Avermaet, per cinque anni coequipièr alla BMC), ma soprattutto alla Trois Jours de La Panne, vinta autorevolmente dopo il sigillo nella 1^ tappa con lo show sul Grammont, il campione vallone si era presentato al via da Anversa come il terzo incomodo nella sfida tra il campione olimpico Van Avermaet e il campione del mondo Sagan. In corsa è stato perfetto quando, assieme a Tom Boonen ha spezzato il gruppo sul muro di Grammont. In quel momento mancavano ancora la bellezza di 95 km all’arrivo, un’enormità! Ma nelle retrovie sono rimasti sia Sagan che GVA. E allora avanti a tutta, fino al secondo momento decisivo, sull’Oude Kwaremont, quando ha forzato il ritmo ed è rimasto da solo in testa alla corsa. Tanti, tantissimi chilometri ancora da percorrere, ma lui è un campione dotato di eccezionali doti di fondo, basti dire che in carriera ha vinto per ben due volte una classica durissima come il Giro di Lombardia, così ha ritrovato antiche sensazioni esaltandosi su e giù per i muri fiamminghi. Il terzo momento decisivo (sottovalutato da tutti) si è vissuto nel tratto interlocutorio tra il Kruisberg (terz’utimo muro) e l’Oude Kwaremont, ovvero quei 7/8 km tra i -26 e i -18 dove il vantaggio su Sagan e Van Avermaet, sceso a 50” è risalito a 1’. Cosa possono significare 10”? Col senno del poi, tanto visto il recupero finale di Van Avermaet, Van Baarle e Terpstra (quest’ultimo in versione da stopper) e il naturale calo del battistrada nei chilometri conclusivi.

Non è azzardato definire la performance di Philippe Gilbert un’IMPRESA a tutto tondo che completa un curriculum ricchissimo e prestigioso. Il passaggio alla fine della scorsa stagione nella corazzata Quick Step, squadra avversaria di mille battaglie sia a i tempi della Lotto che della BMC, lo ha rivitalizzato, il resto è già storia. Adesso punta dritto alle classiche della Ardenne, dove ha già fatto la storia con lo straordinario tris Amstel-Freccia-Liegi (e il contorno della Freccia del Brabante) nel suo anno magico (2011), oltre ad altre due vittorie all’Amstel Gold Race (2009-14) che ne fanno uno dei corridori più vincenti nella storia delle classiche ardennesi con 5 successi complessivi.

Cacciatore di classiche tra i più vincenti della storia, “Re Filippo” Gilbert vanta un palmarès invidiabile: 1 Mondiale, 2 Lombardia, 1 Liegi, 1 Fiandre, 1 Freccia Vallone, 3 Amstel Gold Race, 1 Clasica S.Sebastian, e ancora 2 Parigi-Tours, Strade Bianche, 2 titoli nazionali in linea (più uno a cronometro), tappe in tutti e tre i GT. Certo ha avuto annate opache, ma la sua continuità complessiva ne fanno uno dei più grandi di tutti i tempi nelle corse di un giorno.

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