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Van der Poel - "Ancora 2 anni nel cross e poi solo strada"

Van der poel

Partiamo da una delle ultime interviste rilasciate da Mathieu Van der Poel, nella quale ha sottolineato di voler continuare ad insistere nel ciclocross (con qualche incursione nella mountain bike...) prima di dedicarsi completamente alla strada dopo Tokyo 2020. Ci permettiamo di non essere d'accordo: MVDP (abreviazione del suo nome e cognome) è un fenomeno a tutto tondo! Cresciuto più a ciclismo che a pane, essendo nipote del leggendario Raymond Poulidor e figlio di Adri Van der Poel, già giovanissimo Mathieu (nato a Kapelen, in Belgio il 19 gennaio 1995) si è cimentato nel ciclocross (specialità nella quale il padre aveva conquistato l'oro iridato a fine carriera, dopo ben cinque medaglie d'argento!).

Fenomeno del cross - I numeri sono eloquenti. 2 volte campione del mondo juniores (2012-13); poi bronzo nell'unica stagione negli under-23 (2014); passato nella massima categoria si è subito laureato campione del mondo (Tabor 2015), poi argento nel 2017 e bronzo quest'anno. Nel mezzo ripetuti titoli nazionali, Campione d'Europa nel 2017 e innumerevoli vittorie in Coppa del Mondo e nel Superprestige. 23 successi nella stagione 2016-17 e 34 (!) nel 2017-18 con annesse classifiche finali di Coppa del Mondo e Superprestige. La sua supremazia è stata quasi sempre schiacciante, anche nei confronti di Wout Van Aert, l'altro fuoriclasse della specialità che, però, lo ha battuto sul traguardo mondiale. Ma la duttilità di questo longilineo atleta (somiglia tantissimo al padre) si è vista anche in qualche sporadica prova di mountain bike. E su strada?Van der poel

Van der Poel (24 anni)

Iridato juniores su strada, poi la crescita nel 2017-18 - Già nel 2013 si laurea campione del mondo in Toscana, facendo capire a tutto il mondo delle due ruote (aveva vinto gli ultimi due mondiali di categoria nel cross) quanto ci sappia fare anche nella specialità più importante. Negli anni successivi si dedica quasi intermane al cross, ma negli ultimi due anni le incursioni su strada aumentano. L'anno scorso 5 vittorie, quest'anno è già a quota 6: 1 tappa e la classifica finale della Boucles de la Mayenne, la Ronde van Limburg, e poi il campionato olandese e 2 tappe alla recente Arctic Race of Norway. Ma la prova più convincente della sua straordinaria crescita internazionale l'ha fornita al Campionato Europeo in linea di Glasgow, dove ha corso con il piglio del veterano, azzeccando la fuga decisiva dopo una gara impegnativa e chiudendo al secondo posto alle spalle del solo Matteo Trentin, ma davanti al rivale di sempre Van Aert, anch'egli sempre più presente ormai su strada.

E adesso? Un fuoriclasse così poliedrico, è già nel mirino delle multinazionali, ma lui, fedele ad un ciclismo ancora romantico (anche se guadagna molto bene...) rimane ancora nella Corendon-Circus, piccola formazione fuori dal World Tour. Ha dichiarato di voler continuare ancora altri due anni nella specialità che più gli ha dato fama prima di dedicarsi alla strada. Un talento del genere, però, è già pronto per le grandi classiche del pavé, perché aspettare ancora?

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