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Il Personaggio - Trentin il nuovo Bettini?

trentinDopo il convincente finale di stagione di Matteo Trentin, capace di centrare un poker di tappe alla Vuelta e la classica Parig-Tours (in mezzo un non disprezzabile quarto posto al mondiale di Bergen) viene da chiedersi a quale campione del passato somiglia questo eclettico atleta.

Corridore double face: gregario e vincente - Da quanto è passato nella categoria maggiore, nell’agosto 2011 nello squadrone della Quick Step, il trentino si è subito integrato negli oliati meccanismi della formazione guidata da Lefevere, garantendo il suo apporto ai vari capitani. Fa subito parte del gruppo dei pretoriani che accompagna nel 2012 la straordinaria primavera vincente nelle classiche del pavé di Tom Boonen. Al termine della stagione viene confermato. Nel 2013 corre Giro e Tour, e proprio sulle strade di Francia conquista il primo successo da professionista al termine di uno sprint con altri protagonisti di giornata. Il suo entourage intuisce che oltre alle doti di egregio luogotenente, ci sono quelle di corridore vincente. Il successo di tappa al Tour è la prima svolta. Nel 2014 è primo in una tappa al Tour de Suisse e poi, per il secondo anno consecutivo, è primo in una tappa al Tour de France.


2015-16- 17… la crescita continua - Pur correndo soprattutto da uomo squadra, anno dopo anno aumenta la libertà di manovra di Trentin, e lui risponde… con le vittorie. Nel 2015 bel finale di stagione con 2 tappe al Tour du Poitou-Charentes, 1 al Tour of Britain e, soprattutto, l’acuto nella Parigi-Tours, nobile classica seppur decaduta. La scorsa stagione arriva il primo successo sulle strade del Giro d’Italia (complessivamente tre le vittorie stagionali), prima dell’ulteriore salto di qualità realizzato quest’anno con ben 7 vittorie, tutte concentrate negli ultimi due mesi di competizione (da agosto a ottobre). Inizia aggiudicandosi 1 tappa alla Vuelta a Burgos, poi alla Vuelta si consacra autentico matador centrando ben quattro acuti (l’ultimo a Madrid) e perdendo per una inezia la classifica a punti. Cassani lo promuove tra i capitani per la sfida iridata di Bergen e lui sfiora una medaglia fermandosi ai piedi del podio nella volata finale che ha regalato il tris storico consecutivo di Peter Sagan al cospetto di due grandi sprinter come Kristoff e Matthews. Infine, la Primus Classic Impanis-Van Petegem, una semiclassica belga prima del bis alla Parigi- Tours di domenica scorsa. Il tutto quando già da agosto si sapeva che a fine anno avrebbe cambiato
casacca..

Il passaggio alla Orica dal 2018 - Una scelta di vita, dopo 6 anni nel gruppo Quick Step, in cui è entrato nella ristretta cerchia dei corridori capaci di vincere tappe in tutti e tre i GT, è venuto il momento di salire un altro scalino: diventare capitano nelle classiche. Trentin ha da poco compiuto 28 anni e si trova nel pieno della maturità agonistica e quel suo essere poliedrico fa pensare ad un illustre predecessore: Paolo Bettini! Stiamo esagerando? Forse, ma anche Bettini dovette sgomitare alcuni anni (riscaldando le zuppe a un talento purissimo come Michele Bartoli) prima di diventare il fuoriclasse che tutti hanno ammirato. Di certo Trentin ha tanta carica agonistica come il suo illustre predecessore, è veloce, si difende su tutti i terreni (anche sul pavé) e il 2018 potrebbe essere il suo
anno.

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