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Gli amatori, l'attività giovanile e quel Giro d'Italia non considerato...

Diciamo la verità: quante volte, negli ultimi mesi, abbiamo sentito parlare di un'attività amatoriale che deve aiutare quella giovanile? I numeri degli amatori sono in crescita, le aziende sono interessate a sponsorizzare perché si rivolgono direttamente al consumatore finale, le granfondo fanno tantissimi partenti e ognuno di questi paga. Da lì la proposta: perché non viene dato un euro (o due euro) all'attività giovanile?

Durante l'inverno ci ha pensato il Giro d'Italia Ciclocross a portare avanti questo tipo di iniziativa: per ogni amatore che si è iscritto alla gara Master, che si svolge prima delle categorie agonistiche, sono stati donati due euro ai comitati regionali FCI.

Adesso un'altra bellissima iniziativa, che sta riscuotendo anche un importante successo mediatico, è quello del circuito di Granfondo Emozione Bici: un circuito tutto laziale che devolverà una somma in denaro molto importante alla Civitavecchiese Fratelli Petito, storica società dell'alto Lazio che da tanti anni segue la crescita e lo sviluppo dell'attività giovanile.

C'è però anche chi sta lavorando da tanti anni al sostegno dell'attività giovanile, ma non ne parla quasi nessuno, e quindi abbiamo deciso di parlarne noi: mi sto riferendo al Giro d'Italia Amatori. La corsa, infatti, non è solo per amatori: quest'anno, infatti, in occasione della prima tappa che si svolgerà il 31 maggio a Pedaso (Fm), durante la mattinata correranno gli amatori, mentre nel pomeriggio ci sarà una gara per Esordienti sullo stesso circuito degli amatori (ovviamente con un chilometraggio inferiore).

Non è la prima volta che il Giro d'Italia Amatori organizza una gara per giovani in concomitanza con la corsa rosa: lo scorso anno, in occasione dell'ultima tappa, fu organizzata una gara per Allievi, sempre secondo lo stesso canovaccio; la mattina hanno corso gli amatori e il pomeriggio gli Allievi. L'organizzazione del Giro d'Italia Amatori ha sostanzialmente accolto la proposta che Cyclingtime fece qualche anno fa, quando si propose agli organizzatori delle Granfondo di aprire le proprie strade anche all'attività giovanile: è uno sforzo in più in termini economici, ma forse è anche un modo migliore per promuovere l'attività giovanile. E' vero che servono soldi, ma servono anche le gare perché non c'è più nessuno che le organizza.

Bisogna dire, ad onore del vero, che molte persone criticano il Giro d'Italia Amatori per la propria formula: la corsa si svolge su tre tappe in un'unica regione, ad esempio quest'anno si corre nelle Marche mentre lo scorso anno le tre tappe sono state organizzate in Emilia Romagna, quindi molti sostengono che non possa essere chiamato Giro d'Italia. Fabio Zappacenere, presidente del comitato organizzatore, si è sempre difeso affermando che "per un amatore vero, ossia non una persona che non è sponsorizzata ma che mette i soldi di tasca propria, è difficile stare lontano da casa per più di 3 giorni, tant'è vero che quest'anno sfruttiamo il ponte del 2 giugno per organizzare la gara. Deve essere una breve vacanza, una cosa alla portata di tutti: se noi facessimo davvero un Giro d'Italia potrebbero venire solo quelle squadre amatoriali nelle quali circola molto denaro".

Il ragionamento non fa una piega, ma a noi interessa poco ai fini del nostro discorso: se consideriamo che il Giro d'Italia Amatori, due anni fa, ha anche donato delle biciclette destinate all'attività dei Giovanissimi al comitato regionale Umbria FCI, ci domandiamo per quale motivo un'iniziativa del genere non venga messa in prima pagina sui giornali, e per quale motivo il ct della nazionale Davide Cassani (tra i primi a promuovere la proposta delle granfondo che devono aiutare l'attività giovanile) non abbia confermato ancora la propria presenza in uno dei tre giorni di gare.

Insomma, finalmente ci sono delle realtà che aiutano l'attività giovanile, ma se ne parla giusto il minimo indispensabile: pensate che il Giro d'Italia Amatori è una gara di federazione, eppure sul sito FCI se ne parla poco e niente. Noi siamo sospettosi di natura: come mai c'è tutto questo silenzio intorno al Giro d'Italia Amatori? Insomma, una gara amatoriale che aiuta l'attività giovanile dovrebbe riscuotere il consenso da parte di tutti, e invece no.

Noi di Cyclingtime abbiamo deciso di sostenere questa gara proprio per la vicinanza all'attività giovanile, così come saremo al fianco di Emozione Bici: la stessa scelta è stata fatta anche da Ultimo Chilometro, il programma radiofonico su Elleradio. Noi saremo al loro fianco e promuoveremo le loro iniziative, sperando anche che qualcun altro si svegli e veda qualcosa di buono in queste manifestazioni.

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