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Egan Bernal
Egan Bernal (classe 1997) nuovo leader della Parigi Nizza

Il Tour si ferma sull’Iseran: Bernal in giallo

Egan Bernal detto fatto. Il colombiano sferra un attacco feroce, che mette alle corde la maglia gialla di Alaphilippe. Ma la giornata di oggi si rivela singolare per la decisione degli organizzatori di fermare la corsa durante la discesa dell’Iseran per impraticabilità causa neve in Val d’Isère. Una decisione anomala che, seppur giustificabile per salvaguardare l’incolumità degli atleti, lascia perplessi per come si è arrivati a questa situazione. Domani ultima tappa alpina, domenica conclusione a Parigi.

Cronaca – Partenza da Saint Jean de Maurienne per il tappone alpino con cinque colli da scalare. Pronti via e Vincenzo Nibali scatta a ripetizione per portare via la fuga. Si forma un gruppo numeroso che si avvantaggia, con Nibali c’è Damiano Caruso che lotta per la maglia a pois, poi Ciccone, Aru. Uran (9°) e Valverde (10°) sono i meglio piazzati, ragion per cui il Team Ineos non lascia troppo spazio agli attaccanti.

Caruso si avvicina alla maglia a pois – Coadiuvato da un pimpante Nibali, Caruso conquista punti preziosi e si avvicina alla leadership di Bardet.

Il dramma di Pinot – Già ieri era apparso poco brillante, dopo essere uscito dai Pirenei come la più seria alternativa ad Alaphilippe per la conquista della maglia gialla, ma oggi Thibaut Pinot è costretto alla resa per un problema ad un ginocchio che prima gli fa perdere terreno e poi inesorabilmente deve arrendersi e salire sull’ammiraglia. Peccato per il capitano della Groupama-Fdj, già protagonista sfortunato al Giro dello scorso anno.

L’Iseran mette le ali ai piedi a Bernal – Sulla terribile ascesa, tetto del Tour Souvenir Henri Desgrange con i suoi 2.770 metri (12,9 km al 7,5%). Il gruppo al comando si sfalda lungo le aspre pendenze del mitico colle alpino, oltremodo impegnativo per l’alta quota che rende ancora più difficoltosa la respirazione. A 7 km dalla vetta la maglia gialla rimane senza compagni di squadra: si stacca enric Mas, ultimo luogotenente rimasto. Ai -6 parte Geraint Thomas, ma come ieri il tentativo del gallese appare telefonato e viene annullato dal sorprendente Muhlberger, gregario di Buchmann. Un attimo è parte Egan Bernal! Il colombiano, vincitore quest’anno di Parigi-Nizza e Tour de Suisse, quasi sempre seduto impone un forcing asfissiante e riprende i reduci della fuga. Alaphilippe sbuffa, scuote la testa (il francese potrebbe evitare simili atteggiamenti) e perde inesorabilmente terreno. Bernal si ritrova con Barguil, Nibali e Uran. In breve il sudamericano resta da solo! Nessuno è in grado di reggere il suo ritmo indiavolato. Ad un km dalla vetta è già virtualmente maglia gialla. In cima transita con una manciata di secondi su Simon Yates, poi il gruppo di Thomas, Kruijswijk e Buchmann ad oltre 58”; Alaphilippe è da solo a 2’06”.

In discesa Bernal non perde un metro, poi la corsa si ferma! – Yates (che libero da pressioni di classifica punta a cogliere il terzo successo in questo Tour) riesce a ritornare in testa, ma Bernal vola e aumenta il margine su Thomas & co., mentre Alaphilippe non riesce a recuperare nonostante le sue doti di discesista. Poi, accade l’imprevisto: corsa fermata! A Tignes non si arriverà. La giuria decide di prendere i tempi al passaggio del gpm. Discussioni accese tra i corridori, in preda all’adrenalina di una tappa durissima e decisiva per le sorti di questa edizione della corsa francese. Grandine, neve e un autentico fiume di acqua impediscono il passaggio della corsa a valle, condizioni climatiche che fanno da contraltare al gran caldo che ha attanagliato la Francia in questi giorni, soprattutto Parigi, che ieri ha raggiunto la temperatura record di 41° (superato il precedente record che risaliva al lontano luglio del 1947).

Bernal conquista la maglia gialla – La giuria decide di non assegnare la vittoria a nessuno (!), anomalia su anomalia, ma tant’è. Egan Bernal è la nuova maglia gialla.

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