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Il personaggio – Dove può arrivare Pogacar?

Il secondo successo di tappa, sul terribile arrivo in salita di Los Machucos, di Tadej Pogacar pone un interrogativo: Fin dove può arrivare il fenomeno dell’UAE in questa Vuelta?

Rimonta impressionante – Dopo una cronometro a squadre disastrosa, che aveva inaugurato la Vuelta n. 74, Pogacar si è trovato in 130^ posizione… Sicuramente non un bell’esordio nei GT per il baby talento sloveno. Ma già il giorno dopo, con arrivo a Calpe, si è piazzato 8° risalendo nella Generale in 23esima posizione. Da lì è stato un crescendo, arrivando alla top-ten al termine della sesta frazione fino alla giornata di ieri, che gli ha permesso di raggiungere il podio! Adesso è terzo a 3’01” da Roglic, ma anche a soli 36” dal campione del mondo Valverde. Già Valverde, l’iridato può essere il padre di Tadej: 18 anni e mezzo di differenza, un’enormità!

Stagione da incorniciare, ma non è finita – Beppe Saronni ci ha visto giusto quando ha messo sotto contratto questo ragazzo. Esordio da professionisa il 15 gennaio 2019 al Santos Down Under ad appena 20 anni e 116 giorni! Primo successo al nono giorno di gara! Alla Volta ao Algarve la prima vittoria nella seconda tappa, conquista della leadership che con autorità mantiene fino al termine della corsa. Niente male come inizio. Poi, il resto: 6° al G.P. Miguel Indurain; 6° al Giro dei Paesi Baschi; 18° alla Liegi-Bastogne-Liegi (prima classica Monumento disputata); 1 tappa e la classifica finale del Tour of California; campione sloveno a cronometro; 4° al Giro di Slovenia; senza dimenticare l’incetta di maglia bianche (classifica dei giovani): 4 (Algarve, Paesi Baschi, California e Slovenia). Un battesimo nella categoria Elite davvero già ragguardevole, ma Pogacar è già pronto anche per un GT e si presenta alla Vuelta per imparare. Visti i risultati, ha imparato in fretta…

Come Saronni vincente a meno di 21 anni in un GT – Il suo illustre team manager nel 1978 (anche egli poco più che ventenne) vinse 3 tappe al suo primo Giro d’Italia. E Pogacar è già sulla buona strada: 2 convincenti successi e non in tappe qualunque, ma in altrettanti difficili arrivi in salita (Andorra e Los Machus). Se un piazzamento nei 10 all’inizio era già un grosso risultato, ora che è sul podio può addirittura far saltare il banco? Difficile dirlo, visto che è tutto da scoprire. Certo l’autorità con la quale sta correndo al cospetto di campioni più esperti non deve porre limiti. Il podio, due tappe e la maglia bianca (sfilata proprio ieri dalle spalle di Miguel Angel Lopez) sarebbero già obiettivi di grande impatto, ma il 2019 ha dimostrato che è in atto una straordinaria fioritura di talenti sotto i 25 anni, forse mai vista in precedenza.

Ultima settimana ancora all’attacco – Vedendolo tirare in salita come ieri, staccare Quintana ad Andorra, beh c’è poco spazio all’immaginazione: Tadej non si accontenterà e, probabilmente, solo il connazionale Primoz Roglic (finora il migliore in assoluto di questa edizione della corsa iberica) gli è stato superiore. 21 anni li compirà il 21 settembre, 6 giorni dopo la fine della Vuelta, non sarebbe male festeggiarli con uno storico successo…  

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