giro_Italia_cyclingtime

di Giuseppe Girolamo

Giorno di riposo. Il primo giorno di riposo della 106esima edizione del Giro d’Italia è trascorso con ancora l’eco del ritiro di Remco Evenepoel. Il belga in maglia rosa è stato costretto a lasciare la corsa a causa della positività a Covid 19. Peccato! Adesso si aprono mille scenari e mille interpretazioni su quello che saranno le restanti due settimane di corsa.

Il tandem Ineos Grenadiers – La formazione capitanata da Geraint Thomas (nuova capo classifica della generale) e Tao Geoghegan Hart è sino adesso apparsa la più solida, la più compatta. Una concretezza micidiale in ogni situazione di gara.

Primoz Roglic era considerato alla vigilia il grande favorito alla vittoria finale, pronostico che condivideva con Evenepoel. Con l’uscita di scena del portacolori della Soudal Quick Step adesso pone all’attenzione un aspetto differente, con Roglic chiamato a ridisegnare nel modo migliore nuove prospettive e cercare alternative diverse a quelle programmate in precedenza.

Jao Almeida si conferma un cagnaccio, uno che vende cara la pelle, sempre, in ogni situazione. La sua prima parte di Giro è stata corsa a fari spenti, come a voler un pò giocare a nascondino, celando agli avversari quali sono i suoi reali obiettivi e le sue reali potenzialità. In squadra UAE Emirates, poi, c’è l’incognita Jay Vine. L’australiano resta tutt’ora un asterisco, un punto intterogativo. Le potenzialità ci sono. Vedremo!

Damiano Caruso prima del via di Fossacecia avrebbe barattato volentieri una vittoria di tappa con un piazzamento in classifica generale. Subito dopo la crono di Cesena è stato lo stesso siciliano a riprogrammare le sue aspettative “siamo nel ballo e adesso dobbiamo ballare”. Caruso, dunque, si propone per un Giro di alta classifica. Uomo di fondo, ha tutte le carte in regola per tentare di risalire sul podio dopo il secondo posto del 2021 alle spalle di Egan Bernal.

Le alternative si chiamano Aleksandr Vlasov, Eddie Dunbar, Hugh Charty, Lennard Kamna e, se permettete, Thibaut Pinot. Il francese è alla sua ultima stagione, al suo ultimo Giro d’Italia. Nelle frazioni iniziali è sembrato avere una attrazione particolare per la classifica di miglior scalatore, ma nonostante gli sforzi per guadagnare punti in cima ai GPM, il transalpino resta nelle posizioni di avanguardia della generale. Non sappiamo cosa passi nella mente di Pinot, se alla sua terza partecipazione alla corsa rosa (un successo ad Asiago nel 2017) provi a ottenere un’altra vittoria parziale o si avventuri nella scalata alla classifica generale.

Di Giuseppe Girolamo

Sono siciliano, anche se sono nato (per puro caso) a Torino il 28 giugno 1973. Perchè scrivo di ciclismo? Perchè da corridore ero troppo scarso! Addetto stampa e organizzatore di eventi sportivi e culturali. Per info: giuseppegirolamo@gmail.com