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I social ricordano Rebellin: il pensiero di Giorgia Meloni e il silenzio del CONI

di Giuseppe Girolamo

Tanti i messaggi social in ricordo di Davide Rebellin. La morte del ciclista veneto ha destato tanto dolore e sgomento, scatenando ancora molte polemiche per un Codice della strada poco incline alla tutela dei ciclisti. Si chiede da più parti un intervento deciso della politica e maggiore rispetto tra tutti gli utenti della strada. Il cordoglio nei messaggi di tifosi e appassionati, ma anche del mondo politico, primo tra tutti quello della Presidente del Consiglio Giorgia MeloniSono turbata e rattristata dalla notizia della tragica scomparsa di Davide Rebellin, ciclista italiano che tante emozioni ha regalato agli amanti dello sport nella sua lunga carriera da professionista, conclusasi lo scorso 16 ottobre a 51 anni. Condoglianze alla famiglia“.

Il CT della Nazionale Daniele Bennati ricorda l’umiltà di Rebellin: “È troppo difficile accettare tutto questo, prima Michele, adesso tu Davide. Ma in mezzo tante, troppe altre tragedie che con eccessiva indifferenza vengono fatte passare come normalità. Ciao Campione di sport e di Umiltà“. Il ricordo di Vincenzo Nibali: “Rimango tremendamente scioccato nell’apprendere questa triste notizia. Che la terra ti sia lieve, R.I.P. Davide“. Michele Bartoli, avversario di tante sfide e molte volte compagno di squadra in Nazionale: “Di solito delle persone che non ci sono più si parla sempre bene. Di te era impossibile parlare male anche quando eri con noi. Per me eri Davidenko, perché quando correvamo nei dilettanti vincevano spesso i russi, ma al Giro delle Regioni li mettesti in fila. Quello che fa più male è che ciò che hai amato così tanto nella tua vita, più di tanti di noi, te l’abbia tolta così presto. A me lasci l’onore di averti avuto come amico e tanta tristezza nel pensare di non rivederti. Riposa in pace. Mi piace pensare che la tua passione non finirà ovunque tu sia“. La Federciclismo pubblica una nota sul proprio sito internet dal titolo “L’uomo della fantastica tripletta nelle Ardenne“.

Il silenzio del CONI è assordante e se permettete vergognoso. Sui profili ufficiali del massimo organismo sportivo italiano nessuna parola di cordoglio. Neanche nei profili del Presidente Giovanni Malagò. Una mancanza di stile e di rispetto. Un atleta dallo spessore morale di Rebellin non meritava tutto questo. Poco conta se il silenzio è motivato dalla squalifica di Rebellin ai Giochi Olimpici di Pechino. Una vicenda dolorosa per tutto lo sport italiano, ma soprattutto per lo stesso Rebellin che di quella vincenda si è sempre sentito vittima. La riconsegna della medaglia d’argento e la conseguente squalifica non lo ha fatto desistere dal combattere perchè venisse riconosciuta la sua innocenza. Ed alla fine ha avuto la sua rivalsa, ma per il CONI evidentemente Rebellin rimane una persona non meritevole neanche di un messaggio di cordoglio.

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