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Grand’Italia fa rotta su Roubaix

di Ettore Ferrari

La roboante vittoria di Sonny Colbrelli nell’ultima edizione della Parigi-Roubaix ha interrotto un digiuno di ben 22 anni (!) dall’ultimo successo italiano (Andrea Tafi, 1999). Questo trionfo, ci permette di guardare con rinnovate ambizioni alla classicissima del pavé, vista anche la prova di Gianni Moscon, protagonista di una prova magistrale, prima che una foratura e, soprattutto, una caduta gli tarpassero le ali. Accanto a loro, da anni si parla anche di Filippo Ganna, come di un sicuro protagonista delle pietre. Insomma, ben 3 azzurri contemporaneamente in lotta per il pavé forse non li abbiamo mai avuti.

Colbrelli per la conferma – Dopo lo straordinario 2021, culminato proprio sul velodromo di Roubaix con una vittoria incredibile, addirittura all’esordio sul pavé, il campione italiano ed europeo è chiamato a confermarsi la prossima stagione. Avendo già superato la trentina (va per i 32) non ha molti anni davanti ad alti livelli (a meno che non voglia emulare Valverde…) e, dunque, deve cercare di capitalizzare quanto più possibile questa sua maturità agonistica che lo ha portato nell’élite del ciclismo mondiale. Sicuramente la conferma alla Roubaix (anche per dimostrare che il successo di quest’anno non è stato casuale) è uno dei punti più importanti della prossima annata.

Moscon per la consacrazione – Prima dell’esaltante e sfortunata Roubaix dello scorso 3 ottobre, Moscon (che l’anno prossimo, dopo 6 anni di Sky/Ineos, sarà alla corte di Vinokourov e Martinelli all’Astana) aveva già disputato altre quattro volte la corsa del pavé. La prima nel 2016, ha sempre terminato la gara ottenendo come miglior risultato, prima del quarto posto di quest’anno, un quinto posto nel 2017. Adatto per le corse del Nord e le rotte infami del pavé, Moscon (classe 1994) aspira all’agognato successo ad effetto.  

Ganna per la storia – Non è esagerato accostare il nome del gigante di Verbania alla classicissima degli infernali sentieri del Nord. Certo, i precedenti non sono incoraggianti: fuori tempo massimo al primo tentativo (2018), ritirato l’anno successivo. Ma Ganna, si sa, è uno che quando mira un obiettivo difficilmente lo fallisce. E nel 2022, accanto al progetto record dell’ora, punta dritto sulle classiche. La Roubaix è una corsa adatta alle sue caratteristiche di passista. La stazza, la dimestichezza con il mezzo meccanico (affinata in tanti anni su pista), unite al talento sono fattori che lo portano ad essere un uomo per “l’Inferno”. La classica francese sarebbe un ulteriore tassello ai tanti già messi da parte dal campione azzurro nel suo curriculum già molto ricco e variegato. Non dimentichiamo, infatti, che tra i tanti talenti multi disciplinari di questa epoca rientra sicuramente anche Ganna, capace di vincere su strada (a cronometro soprattutto, ma anche in linea) e su pista. Il suo ragguardevole palmarès è nutritissimo. Su strada: 2 mondiali a cronometro e 1 Europeo (staffetta). Su pista: 4 Mondiali nell’inseguimento individuale e 1 a squadre; 1 oro Olimpico (ins. a squadre); 2 ori continentali (uno nell’inseguimento ind. e uno a squadre). In tutto, finora, sono 11 medaglie d’oro a  soli 25 anni! Proprio a Roubaix ha recentemente conquistato una maglia iridata nell’inseguimento a squadre e un bronzo nell’inseguimento individuale. Non sarebbe male proseguire il feeling…

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