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Fuglsang si prende la Liegi! Formolo 2°

Il lungo ciclo delle classiche del Nord si conclude con il trionfo di Jakob Fuglsang alla Liegi-Bastogne-Liegi, la decana delle classiche. Grande prova di Davide Formolo, ultimo a cedere al forcing asfissiante del danese.

Percorso Dopo 28 anni, la doyenne torna a concludersi nel centro di Liegi. L’approdo di Ans, con lo strappo che terminava a soli 250 metri dalla fine, assieme alla Cote de S.Nicolas poco prima vengono tolte dal tracciato. L’ultima cote diventa così la Roche aux Facons ai -15. In tutto le cotes sono 11.

Cronaca – Condizioni meteo invernali con pioggia e freddo a rendere ancora più dura una gara tra le più esigenti del calendario internazionale. Otto i fuggitivi: Julien Bernard, Lilian Calmejane, Tobias Ludvigsson, Andrea Pasqualon, Jérémy Maison, Kevin Deltombe, Kenny Molly e Mathijs Paaschens. Vantaggio massimo: 10’35”. La Deceuninck-Quick Step comincia ad alzare il ritmo, forte di una primavera favolosa con Julian Alaphilippe (e non solo…), favorito numero 1 anche oggi.

Si ritira Valverde! – A 105 km dalla conclusione, Alejandro Valverde scende dalla bici e sale sull’ammiraglia. Il campione del mondo abbandona il sogno di eguagliare il record di cinque vittorie (detenuto da Eddy Marckx): dopo le opache prestazioni all’Amstel e alla Freccia, l’iridato di Innsbruck conclude anzitempo una delle corse che gli ha dato maggiore lustro. Prima si era ritirato anche Daniel Martin (vincitore nel 2013 e secondo nel ’17).

Bernard resta solo – Il drappello al comando inizia a sfaldarsi non appena il percorso inizia ad essere più esigente, davanti rimane il francese Julien Bernard, figlio di Jean-Francois detto “Jeff”, grande protagonista della Liegi 1992 (terzo).

Van Avermaet scalpita – Il campione olimpico di Rio 2016, a secco in tutte le classiche finora, prova a portare via un gruppo. Proprio GVA è il primo a raggiungere Bernard a 69,5 km dal termine. Il gruppo rientra, ma subito dopo nuovi tentativi si succedono per tentare di sfuggire alla morsa della Deceuninck. 

Dieci in testa con due azzurri – Un plotoncino di dieci unità si isola al comando ad una sessantina di chilometri da Liegi. David De la Cruz, Winner Anacona, Carlos Verona, Michael Albasini, Biorg Lambrecht, Benoit Cosnefroy, Tanel Kangert, Omar Fraile e gli italiani Damiano Caruso (scudiero di Nibali) e Alessandro De Marchi. Superato il Col du Maquisard, la corsa procede verso uno dei momenti chiave: La Redoute.

Redoute senza scossoni – Una delle salite simbolo (2 km all’8,9%) della classicissima ardennese (introdotta per la prima volta nel 1975) scivola via senza emozioni con Tanel Kangert che guadagna un lieve margine sui compagni di fuga. Dietro, Enric Mas pilota Alaphilippe, ma nessuno mette il naso fuori. Lontani gli anni in cui questa cote regalava spettacolo ed emozioni con Criquielion e Argentin. Rimangono solamente due cotes. Kangert continua da solo, mentre il plotone recupera tutti gli altri. Sulla Cote des Forges (1,3 km al 7,8%), la cui sommità è a 25 km dalla conclusione, prosegue la marcia di Tanel Kangert, con un vantaggio esiguo su Patrick Konrad, che si sgancia dal gruppo. Konrad riprende Kangert proprio in cima. Situazione tattica confusa nel gruppo, dove la Deceuninck non tira più, anche se i due al comando hanno appena 10” ai -23. Allungano dal gruppo Tim Wellens e Daryl Impey. I due inseguitori rientrano sui primi (-19,8). Dietro l’Astana in massa a tirare per portare Jakob Fuglsang nella migliore posizione in vista dell’ultima asperità.

Côte de la Roche-aux-Faucons (1,3 km all’11%) – Non appena la strada si inerpica, Wellens resta da solo, ma dietro la corsa esplode. In un attimo il gruppo risucchia Impey, Konrad e Kangert, mentre Wellens resiste qualche altra decina di metri prima di arrendersi. Fuglsang accende il gas, il danese grande protagonista da inizio stagione con un’azione pazzesca stacca tutti fuorché il canadese Michael Woods (2° alla Liegi 2018) e ad un volitivo Davide Formolo. Alaphilippe si pianta, lavora di spalle e, per la prima volta in questo suo meraviglioso 2019, mostra i segni della sconfitta. Mancano poco più di 15 km e Fuglsang tira dritto con un’azione fluente e stilisticamente molto bella a vedersi. Woods e Formolo gli restano alle costole a fatica. In cima il vanaggio dei tre è già intorno ai 20”, breve discesa poi un altro dentello con una nuova sgasata del danese che costringe alla resa prima Woods (-13,3) e poi anche Formolo (-13).

Fuglsang si prende la doyenne e nobilita i piazzamenti di Amstel e Freccia – La marcia verso il trionfo del portacolori dell’Astana non conosce tentennamenti, nemmeno quando, a 5 km dal termine, in discesa compie un autentico capolavoro di equilibrismo riuscendo a rimanere in piedi dopo una lieve sbandata che avrebbe potuto compromettere tutto. Il trionfo, meritatissimo, è tutto per lui, seconda vittoria di un danese nella Liegi, 26 anni dopo l’acuto di Rolf Sorensen.

Podio per Formolo e Schachmann – Ottima la difesa di Formolo, che conquista il suo primo podio (a 27” dal vincitore) in una corsa Monumento, dopo una condotta senza sbavature. Il gruppetto inseguitore giunge a 57” ed è regolato da Maximilian Schachmann su Adam Yates, Woods, Gaudu, Landa e quindi Nibali a 1’. Alaphilippe chiude mestamente al 16° posto a 1’29”.


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