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Fuga per la Vittoria: la favola di Carlo Clerici

di Giuseppe Girolamo

Il Giro d’Italia 1954 prende il via con due grandi favoriti Fausto Coppi e Hugo koblet. Il campionissimo è alla caccia del suo sesto successo, mentre l’intento di Koblet è quello di bissare il successo del 1950.

La cronosquadre d’apertura di Palermo regala a Coppi la prima maglia rosa, grazie al successo della sua Bianchi Piaggio. Il campione di Castellania perde il simbolo del primato nella seconda frazione, quella con arrivo a Taormina: Giuseppe Minardi vince la tappa e conquista la maglia rosa. Il ravennate viaggia in rosa per tre giorni, prima di cedere a Gerrit Vooring. Siamo a Napoli, arrivo della quinta frazione.

La 37esima edizione del Giro ha nello svolgimento delle prime tappe il canovaccio pronosticato alla partenza, ma nella sesta tappa succede l’inaspettato. Una fuga a lunga gittata permette a Carlo Clerici di primeggiare al traguardo di L’Aquila. Il vantaggio del semisconosciuto svizzero sul resto degli avversaari è enorme. Koblet e Coppi sono staccatissimi nella Generale, ma i due grandi favoriti della vigilia credono di poter recuperare lo svantaggio nelle successive impegnative giornate di gara. Non sarà così!

Tappa dopo tappa gli avversari recuperano terreno, ma lui, la maglia rosa tiene duro anche sulle montagne più arcigne. Alla fine a Milano viene incoronato come vincitore.

La favola di Carlo Clerici resta una delle più belle dello sport del ciclismo. L’elevetico, classe 1929, ci ha lasciato la notte tra il 27 e 28 gennaio 2007. Aveva 77 anni.